Siamo entrati nella settimana chiave per la riforma delle Province. Nonostante la riforma Delrio sia legge ormai da diversi mesi, infatti, è d’ora in avanti che dovrebbe iniziare a realizzare i maggiori effetti, a cominciare dall’emanazione dei decreti attuativi, attesi nei prossimi giorni. Naturalmente, sotto i riflettori è la situazione dei dipendenti, più che mai in fibrillazione per scoprire il proprio destino ancora avvolto nella nebbia.

Nei giorni scorsi, alcuni quotidiani e telegiornali hanno parlato di circa 20 o addirittura 30mila esuberi negli organici delle amministrazioni provinciali, ma la realtà è molto più complessa.

Come ha spiegato su Leggioggi Luigi Oliveri, la stragrande maggioranza dei lavoratori delle direzioni provinciali non dovrebbe risentire delle novità del ddl Delrio, dal momento che molte delle funzioni dovrebbero restare in capo agli enti di area vasta.

In aggiunta, ci saranno molti funzionari propensi a chiedere la mobilità, in base alle recenti regole diramate dal governo nella Riforma della pubblica amministrazione. Quindi, la frazione residua potrebbe essere quella destinata a finire in Comuni e Regioni, anche se, perché ciò avvenga, si dovrà naturalmente attenere ai limiti di legge, senza calpstare le tutele dei dipendenti e, insieme, rispettare le indicazioni che dovrebbero figurare nei decreti attuativi.

Certamente, al momento le Province sono enti di secondo livello, che non hanno visto rinnovare i propri Consigli alla recente tornata elettorale, dal momento che, adesso, a occuparsi dell’elezione saranno direttamente sindaci e consiglieri dei Comuni compresi nel territorio amministrativo della Provincia 2.0

C’è già una data per conoscere il debutto di queste nuove assemblee elettive, ma solo dai componenti dei consigli comunali: il prossimo 12 ottobre, salvo proroghe, dovrebbero tenersi le elezioni del nuovo indirizzo politico nelle province.

QUI L’APPROFONDIMENTO DI LUCIANO CATANIA

La nuova classe dirigente

Nello specifico, il prossimo 12 ottobre saranno eletti 64 presidenti di provincia, 760 consiglieri, 8 presidenti di Città metropolitane, 162 consiglieri di Città metropolitane. Nel complesso, la nuova classe politica – che non passerà dal mandato popolare, ma sarà scelta in autonomia tra le forze politiche nei rapporti di forza dei vari comuni – sarà composta di 986 cittadini, meno della metà dei precedenti 2500 che, però, potevano contare dell’investitura popolare. I sindaci presidenti di provincia rimarranno in carica per ben 4 anni, mentre i consiglieri decadranno dopo due anni di mandato.

Qui il testo finale del ddl Delrio

 

Città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni

Città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni

Luciano Vandelli, 2014, Maggioli Editore

La legge Delrio, 7 aprile 2014, n. 56, introduce nel sistema delle autonomie novità fondamentali: istituisce effettivamente, in tempi certi, le città metropolitane. cambia profondamente l'organizzazione, il funzionamento, le competenze delle province. guida e sostiene i processi di unione e di...




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1 COOMENTO

  1. Perchè “decreti attuativi” ?
    E’ previsto un unico Decreto del Presidente del Consiglio, peraltro in ritardo.
    Perchè “elezioni il 12 ottobre” ? In molte realtà si comincia il 28 settmbre.

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