Da oggi scatta la tagliola Renzi-Madia sui permessi sindacali dei dipendenti statali. Come annunciato, entrano in vigore le disposizioni contenute nella circolare diramata lo corso 20 agosto.

Si sono già conclusi, dunque, i giorni concessi per svolgere gli adempimenti relativi alle novità contenute nella riforma della pubblica amministrazione, approvata nelle scorse settimane in via definitiva.

A volere con forza una stretta sui permessi ai lavoratori statali, oltre al governo, anche il commissario per la spending review Carlo Cottarelli, il quale aveva posto come uno dei punti chiave della sua azione volta al taglio della spesa, la riduzione degli sprechi nel comparto pubblico, cominciando dai benefit eccessivi riconosciuti a categorie speciali di lavoratori.

Le novità del decreto 90

Con la circolare firmata dal ministro Marianna Madia, sono stati dimezzati i permessi sindacali concessi ai dipendenti degli enti pubblici. Secondo le elaborazioni degli istituti contabili, il risparmio di questa misura dovrebbe assicurare 100 milioni all’anno in più in tasca per la macchina pubblica.

Restano poche ore per la comunicazione dei distacchi sindacali spettanti ai singoli lavoratori: essendo il termine fissato al 31 agosto, lo slittamento automatico al primo settembre lascia ancora un breve margine per le informazioni. Questo, almeno, è quanto disposto dalla circolare che rappresenta, in realtà, il primissimo documento attuativo per la riforma della pubblica amministrazione voluta dal premier Matteo Renzi. Un termine che riguarda da vicino proprio le rappresentanze sindacali, che dovranno fornire tutti i dati agli enti datori di lavoro.

Per i dirigenti sindacali, le nuove norme prevedono il reintegro nelle amministrazioni in caso di atto di revoca, così come indicato dal contratto collettivo nazionale di regolamentazione, e, insieme, delle eventuali disposizioni ulteriormente valide.

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2 COMMENTI

  1. Finalmente si comincia a respirare. Ora bisogna controllare che i beneficiati non diventino provocatori sul luogo del lavoro. E’ dura, ma si abitueranno al lavoro.

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