Mancano poche ore al Consiglio dei ministri che riaprirà ufficialmente i lavori nei palazzi romani. L’ordine del giorno per venerdì 29, giorno del “rientro sui banchi” del governo Renzi è denso come non mai, lasciando intravedere, almeno nelle intenzioni, la ripresa dello spirito riformatore del governo dopo un’estate passata a rincorrere i decreti in scadenza.

Secondo quanto trapelato nei giorni scorsi, infatti, sarebbero pronti per la presentazione alcuni testi molto importanti, tra cui l’annunciata riforma della giustizia e, a quanto si è appreso in questi giorni, il rinnovamento della scuola, tra insegnanti e cicli.

Per quanto, riguardo a questi due interventi, si sappia ancora poco di concreto, comunque, è noto che il Consiglio dei ministri sarà occupato dal nuovo decreto Sblocca-Italia 2014, preparato per dare un nuovo impulso all’economia dopo alcuni mesi di stanca.

Le previsioni di inizio anno, infatti, lasciavano intravedere una lenta ripresa sul Pil: un quadro, però, seccamente smentito dalle relazioni di un mese fa, che hanno attestato il proseguimento della recessione e dunque il perdurare delle difficoltà nell’economia.

Forse, anche in ragione di questi report poco rassicuranti, il governo ha pensato di introdurre a partire dal primo appuntamento al rientro dalle vacanze un testo per favorire gli investimenti, in particolare proprio nel settore dell’edilizia e della fiscalità immobiliare, che più di molti altri hanno ingessato le possibilità di recupero nei mesi scorsi.

Le novità in edilizia della sblocca-Italia

In primis, è certo che il provvedimento in arrivo al Cdm di venerdì 29 agosto conterrà il prolungamento degli ecobonus per altri dodici mesi. 

Allungate, in via straordinaria, quasi un anno fa, nella legge di stabilità 2014, ora le detrazioni vengono mantenute al massimo dal governo per tutto il 2015, per consentire un maggior margine al comparto edile e dell’arredamento, stimolando, questo è l’auspicio, i cittadini all’investimento.

Così, rimarranno al 65% le detrazioni per riqualificazioni energetiche seguite a ristrutturazioni di vani immobili, come il recupero del 50% della spesa per l’arredamento – il cosiddetto “bonus mobili” – fino a un massimo di 10mila euro.

Ma non è tutto: sembra, infatti, allo studio una misura che dovrebbe assicurare detrazioni per chi acquista un immobile, a favore della cessione dell’invenduto che ancora blocca molte agenzie e costruttori.

A questo proposito, in Cdm dovrebbe arrivare la conferma di uno sconto fiscale del 20% del costo per immobili a uso abitativo, con un tetto di 300mila euro e sempre che questi acquisti vengano effettuati nei riguardi del costruttore, modalità che comporta di per sé un maggior carico fiscale in termini di imposta di registro.

 


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1 COOMENTO

  1. …. ma è così assurdo chiedere che il governo, oltre a fare qualcosa, lo faccia anche in modo EQUO ?!?!

    Che senso ha che Renzi novello Robin Hood a rovescio continui con la politica fiscale di togliere tanto a tanti (ma non a tutti, infatti le imprese edili che non riescono a vendere immobili in loro possesso non pagano l’IMU – mentre noi poveri “servi della gleba” la paghiamo sempre anche sulla casa che non riusciamo a vendere da anni) …… per poi ridare qualcosa a pochi ????

    Come si può infatti pensare che sia EQUO che solo quelli che acquistano per affittare (e quindi per investimento, NON PER BISOGNO !!!) possano beneficiare della detrazione del 20% del prezzo di acquisto ??

    Come si può pensare di favorire solo le imprese di costruzioni (che già non pagano l’IMU) favorendo chi acquista da loro il nuovo o il completamente ristrutturato ?!?

    E ai poveracci che invece pagano sempre ?? …….. a loro NULLA !!!!

    Grazie Renzi Hood !!!!

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