Mentre i lavori istituzionali attendono di ripartire a pieno regime, non cala l’attenzione sulle pensioni e le possibili evoluzioni che in tema previdenziale si ripresenteranno alla ripresa già nelle prossime settimane. Al centro, come d’abitudine, la questione scottante dei Quota 96 e la possibile, invocata, ma finora mai messa sul tavolo, contro-riforma Fornero.

Con l’approvazione del decreto di riforma della Pubblica amministrazione, i docenti e i dipendenti Ata tratti in salvo nel provvedimento che rinnova i pubblici uffici stanno cercando di seguire le procedure Inps e di inserimento della propria situazione tra quelle contenute nel testo definitivo.

Molte le incognite che hanno accompagnato l’iter di questo travagliato emendamento, fino allo scontro tra Parlamento e governo arrivano al punto da mettere in forse la permanenza di Carlo Cottarelli a commissario per la spending review. Naturalmente, queste complicazioni non hanno fatto altro che aumentare le incertezze intorno alla pensione inizialmente promessa al primo settembre, al punto che, prof e collaboratori scolastici, non canteranno sicuramente vittoria fino al momento dell’agognato ricevimento dell’assegno.

Pensioni ed esodati

Sul fronte dei requisiti pensionistici, invece, continua a montare e molto forte la fronda che vorrebbe riavvolgere il nastro della previdenza, annullando la riforma Fornero che dal 2012 ha prodotto i primi effetti sui risparmi, generando, nel contempo, una marea di esodati e di lavoratori nel limbo, proprio come i Quota 96 di recente salvaguardia.

Sicuramente, se ne saprà di più nelle settimane a venire, quando si inizierà a discutere nel merito della legge di stabilità 2015, nella quale, a detta dello stesso ministro del Lavoro Giuliano Poletti, dovrebbe arrivare la riforma dei pensionamenti flessibili. Un occhio di riguardo, dovrebbe arrivare, in legge di stabilità, anche per gli esodati, che sono alle prese con la sesta salvaguardia, ma si trovano ancora ben lontani dalla soluzione strutturale del problema.

Con l’approvazione del testo unico, in Parlamento, si era strappata la promessa al governo che la futura finanziaria avrebbe dovuto risolvere una volta per tutte il dramma dei lavoratori dimenticati dal welfare. Ora, però, con i recenti scontri sulla spesa e gli attriti tra Ragioneria dello Stato, governo e maggioranza nei banchi delle due aule, il vento sembra cambiato. Al rientro, quando emergeranno le prime linee guida, il quadro diventerà più chiaro.

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1 COOMENTO

  1. Buon giorno,io faccio parte della schiera degli esodati , per 10 giorni la riforma Fornero non mi ha fotto percepire la mia pensione di anzianità.In questo modo per portare avanti con onore la mia famiglia mi tocco accettare qualsiasi lavoretto che mi capita.(tutti lavori in nero,questo è l’unico modo per vivere dignitosamente.E poi ci si lamenta che c’è troppo lavoro in nero. Quanto costa tutto ciò.).Ci sono persone, e sono molte, che si accontentano di quel poco per vivere con dignità,ma anche questa ci viene tolta.Nemmeno gli accordi fatti con le aziende e i rispettivi sindacati non vengono rispettati,come si può credere che tutto venga sistemato quando siamo ascoltati cosi superficialmente.
    Oggi siamo tornati al medioevo,che più poveri cerano,più i feudatari si arricchivano.
    Questo è il paese dei compromessi ,un paese che potrebbe essere quasi totalmente indipendente,abbiamo tutto ciò che gli altri paesi ci invidiano eppure siamo i più poveri in tutto.
    Fino quando ci saranno persone che al vertice si comportano come dei feudatari, come POTREMO RIALZARCI.
    Valerio.

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