Con l’approvazione del cosiddetto decreto competitività, nei giorni scorsi, al Senato, è stato dato il via libera a nuove misure che riguardano da vicino operatori dell’economia, professionisti e società private.

Si tratta del provvedimento numero 91 del 2014, che ha visto la piena sostituzione del testo originario con un maxiemendamento blindato a palazzo Madama dal governo, sul quale è stata posta la questione di fiducia.

Con l’aula interamente occupata sulle riforme costituzionali, l’approvazione del provvedimento, ora passato alla Camera, è passata un po’ in sordina: alla fine, il Senato ha concesso l’ok al governo con 159 voti a favore e uno solo contrario, in un’aula semideserta.

Tra le principali misure del decreto, in attesa dell’approvazione di Montecitorio per la definitiva conversione in legge, figurano nuove modalità di sconto in bolletta e disposizioni per l’utilizzo del contante. In dettaglio:

Bollette. Nel decreto, previste misure per il taglio del costo delle utenze alle Pmi, agli artigiani e ai commercianti con tre nuovi scaglioni di agevolazione e novità per le opzioni. In aggiunta, viene prevista la possibilità di passare una quota dei diritti agli incentivi; arriva anche una norma contro le vertenze tra Stato e banche. Secondo un primo calcolo, saranno coinvolte quasi un milione di partite Iva.

Uso del contante. Le persone fisiche con cittadinanza e residenza in uno dei Paesi Ue o anche nello spazio economico continentale potranno far valere anche in Italia il tetto all’uso del denaro cash in vigore nel proprio Paese. inclusi nel provvedimento esercizi di commercio al minuto, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, per prestazioni di trasporto persone, prestazioni alberghiere. In Italia, lo ricordiamo vige il limite di 999,99 euro da spendere in contanti. Ora, invece, se il maxiemendamento verrà infine convertito in legge, i negozianti potranno accettare anche pagamenti al di sopra di quel limite, se effettuati da cittadini stranieri e purché nel loro Paese di provenienza sia valido un limite più alto.

Cassa depositi e prestiti.  Arriva l’equiparazione della Cdp alle banche sul trattamento di regime fiscale (resterà comunque applicabile l’addizionale Ires dell’8,5%).

Anatocismo. Saltata, invece, la norma nel dl competitività che avrebbe ripristinato la novità sulla capitalizzazione degli interessi.
Vai al testo del decreto 91

 

 


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