Continua la trepidante attesa per i Quota 96, che fremono per avere notizie positive da Montecitorio, dove sta proseguendo l’esame del decreto 90 in Commissione Affari Costituzionali.

Finalmente, il traguardo sembra davvero a un passo: in giornata, infatti, la Commissione dovrebbe licenziare il testo coordinato agli emendamenti dichiarati ammissibili per l’esame in aula, che,a  questo punto, dovrebbe rispettare le tempistiche aggiornate ieri dopo l’ennesimo rinvio.

Se non ci saranno ulteriori ritardi, infatti, entro stasera la Commissione Affari Costituzionali darà il via libera al testo di riforma della pubblica amministrazione e, al suo interno, si troverà, come ormai certo essendone stata dichiarata l’ammissibilità, l’emendamento che manderà 4mila Quota 96 in pensione dal prossimo primo settembre.

Una volta che la Commissione avrà concluso l’esame dei quasi duemila emendamenti, toccherà all’aula della Camera esprimersi sulle proposte di modifica avanzate dai singoli partiti sul decreto. Ancora non è certo quanti dei duemila emendamenti presentati a Montecitorio saranno confermati in aula, ma l’auspicio della maggioranza è quello di trovare un testo sensibilmente più snello di quello che ha ingolfato i lavori in Commissione per circa una settimana.

Qualora il numero di modifiche arrivate in aula sia troppo alto, però, è già pronto il piano B, ritenuto, a questo punto, l’approdo più probabile per rispedire in fretta il testo al Senato: il ricorso al voto di fiducia.

Solo in questo modo, infatti, salvo accelerazioni improvvise, Montecitorio potrà essere certa di chiudere la pratica decreto 90 in tempo per consentire anche a palazzo Madama di rispettare le proprie scadenze.

In questi giorni, infatti, il Senato ha stabilito che la riforma della Pubblica amministrazione – e dunque anche la questione dei Quota 96 – dovrà arrivare in aula il 28 luglio, cioè il prossimo lunedì. Concedendo il margine di 24 ore fisiologiche, considerato il tour de force che attende i parlamentari da qui a ferragosto e una capatina dalle commissioni, è possibile che il decreto venga convertito in legge prima dell’inizio di agosto.  Sempre che, s’intende, non subetrino ulteriori accorgimeni in seconda lettura: in quel caso, il destino dei Quota 96 potrebbe farsi molto più nero.

Un obiettivo, quello di pubblicare il testo in Gazzetta entro agosto, che potrebbe consentire all’Inps di avere il tempo utile per esaminare e risolvere le istanze via via presentate, e chiudere così la rincorsa entro settembre. Ora, però, insegnanti e dipendenti Ata preferiscono non guardare troppo in là, concentrandosi sul presente: se oggi la Commissione approverà il testo, un altro ostacolo tra loro e la pensione sarà alle spalle.

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3 COMMENTI

  1. non sono andato in pensione coi 35 anni non per colpa mia sono stato sfigato anche con i 40 anni non andro con quota 96 perchè mi manca un anno a sto punto mi sparo voglio godermi un po la pensione e lasciare il posto ai giovani che ne hanno bisogno

  2. Politici illuminati, lasciate i Demoni alla fornero, affinché noi si abbia la nostra libertà, ella l’Inferno più nefasto e Voi il merito della “traversata”. Non ci resta molto tempo!
    La vita media dalle mie parti è di 69 anni. Prendetevi pure tutti i TFR di questo vostro mondo, ma liberateci da questa stoica, inverosimile persecuzione!
    52.

  3. Questa e’ l’occasione per dimostrare di avere fegato ed approvare quello che e’ giusto per alcuni cittadini onesti italiani. L’Italia e’ un bel paese fatto di persone molto in gamba….seguite il loro esempio o voi politici!!!!!!!!

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