Venerdì scorso, il Consiglio dei ministri ha dato via libera a un provvedimento molto atteso dai detenuti nelle carceri italiane e dalle loro famiglie: per la prima volta, infatti, il governo ha detto sì a misure di risarcimento e riduzione della pena per quei condannati rinchiusi in celle ai limiti delle condizioni di sopportabilità.

Il decreto, denominato “Disposizioni urgenti in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e internati” è una diretta conseguenza della procedura avviata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo che ha tenuto in scacco lo Stato italiano fino al mese scorso, quando dalle sedi comunitarie sono arrivati apprezzamenti per gli sforzi dei governi italiani finalizzati ad alleggerire il sovraffollamento nei penitenziari.

Nel 2013, si ricorderà, la Corte europea aveva infatti condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante nelle sue carceri, concedendole un anno di tempo per correre ai ripari e ridurre sensibilmente il numero dei detenuti.

Così, dopo diversi interventi mirati – i famosi svuotacarceri tanto contestati dalle opposizioni – ora il governo ha deciso di proseguire nella politica di riconoscimento dei diritti negati ai condannati in via definitiva e non, che si trovano tuttora rinchiusi nelle prigioni italiane.

Per coloro che hanno subito un trattamento non conforme a quanto previsto all’articolo 3 della Convenzione europea, dunque, scatterà il diritto di risarcimento, così come suggerito dalla stessa Cedu nell’emanazione della bocciatura verso il sistema carcerario italiano.

Il governo, tramite l’adozione di questo provvedimento, ha assicurato l’elargizione di una somma compresa tra 10.600 e 23.500 euro, a seconda del periodo di detenzione, per quei condannati che si siano trovati a vivere in condizioni di sovraffollamento della struttura in cui erano rinchiusi.

E non è tutto: oltre al risarcimento pecuniario, infatti, il decreto approvato dal governo prevede anche uno sconto di pena per quei soggetti coinvolti in situazioni particolarmente ostili di vita nelle carceri. La misura, inserita nel testo, sarà pari a un giorno da scontare in meno ogni dieci trascorsi nella violazione al diritto a spazi di vita e condizioni adeguate. Per coloro che, oggi, hanno esaurito la pena, invece, arriverà un rimborso di 8 euro per ogni giorno passato in condizioni simili a quelle criticate dalla Corte europea.


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4 COMMENTI

  1. io che e 20 anni che lavoro in fonderia +8anni fuori , devo lavorare altri 20 anni fino a 64 anni di età perché non ci sono i soldi! Ma ho versato i contributi tutti i mesi della mia vita……. Credo che mi manchi poco per finire in galera………

  2. LE PREDETTE SOMME NON POTREBBERO INVECE ESSERE IMPEGNATE PER RISTRUTTURARE ALTRI EDIFICI CARCERARI?

  3. Salve sono la moglie di un detenuto doveva finire la sua pena il 05 062014 dopo vari tentativi ricorsi non funziona niente le carte stanno ferme i giudici non ptendono in considerazione niente come vogliamo svuotare i carceri persone come mio marito aspettano facciamoqualcosa

  4. CI SAREBBE DA RIDERE SE NON FOSSE UNA COSA SERIA
    Ma non sarebbe meglio per lo Stato regalare una pistola e/o una mitraglietta a tutti i cittadini (perché non è giusto che solo i killer girino armati) in modo tale che le questioni vengano risolte con poche spese e più rapidamente; ed cimitero anche con poco spazio nessuno si lamenta, deughis

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