Abbiamo più volte scritto sulla ritardata attivazione della garanzia dello Stato sui debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012, che le PA avrebbero dovuto pubblicare sulla sulla piattaforma telematica del MEF entro il 15 settembre 2013, per i quali il MEF avrebbe dovuto attivare la garanzia dello Stato già dal 22 ottobre 2013.

Infatti, per tali debiti i creditori hanno dovuto aspettare invano oltre sei mesi – si rinvia alle precedenti pubblicazioni del 5 febbraio 2014, dal titolo “Garanzia dello Stato per i debiti della P.A. – Dov’è il decreto attuativo?”, e del 15 aprile 2014, dal titolo DEBITI PA: Renzi, indietro tutta!

I creditori della PA, hanno aspettato e dovranno continuare ad aspettare, poiché il Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 (pubblicato sulla GURI GU n.95 del 24-4-2014), all’articolo 37, comma 7, infatti, contiene l’abolizione delle norme che avevano previsto la garanzia dello Stato (commi 12-ter, 12-quater, 12-sexies e 12-septies  dell’articolo 11,  del  decreto  legge  28  giugno  2013  n.  76,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013 n. 99); ma, allo stesso tempo, al comma 1, del medesimo articolo, è previsto che i crediti verso le PA , certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2013, già certificati e/o comunicati sulla piattaforma telematica del MEF siano assistiti dalla garanzia dello Stato “dal momento dell’effettuazione delle  operazioni  di cessione”  – prosegue il comma 3 – “ad una banca o ad un intermediario finanziario, anche sulla base di apposite convenzioni quadro”.

La garanzia dello Stato, dunque, nella nuova versione, viene estesa anche ai debiti maturati al 31 dicembre 2013, ma non è attivabile direttamente dai fornitori della PA, i quali potranno solamente cedere i propri crediti alle banche e non si comprende ancora se dovranno sobbarcarsi gli oneri finanziari.

Quello che è certo, è che il MEF avrà un mese di tempo ancora, dall’entrata in vigore del decreto legge (cioè entro il 24 maggio 2015), per emanare un decreto ministeriale non regolamentare per emanare le disposizioni attuative di questa garanzia statuale 2.0, sperando che questa volta il MEF non rimanga inadempiente come la scorsa volta.

Intanto, nel momento in cui scrive, nonostante la prossimità del 24 maggio 2014, non vi è traccia del DM di attuazione della garanzia dello Stato versione 2.0.

In buona sostanza, il ritardo del MEF – che durava da oltre 6 mesi – con il d.l. competitività ha trovato uno scudo legale, con buona pace dei creditori.

Per la conversione in legge, è stato presentato un DDL (disegno di legge) n. 1465 al Senato ed al momento si trova in seno alla Commissione Bilancio – per chi volesse seguire l’iter di conversione può visitare i seguenti links:

http://parlamento17.openpolis.it/atto/index/id/27581/sf_highlight/66+2014

https://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/comm/44348_comm.htm

 

P.S.:  Le fonti normative accessibili dai link ipertestuali sono riprodotte elettronicamente, per la maggior parte, dai siti www.normattiva.it  e /o www.gazzettaufficiale.it, che ne consentono la riproduzione gratuita ma non ne assicurano il carattere di autenticità ed ufficialità, per i quali si fa rinvio al testo cartaceo, edito dalla Gazzetta Ufficiale.

 


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