Esodati, i conti – ancora – non tornano. Nonostante sia partita ufficialmente la corsa della quinta tranche di salvaguardie a seguito della legge di stabilità 2014, infatti, meno di una pensione su tre è stata erogata fino a oggi agli aventi diritto.

Sono passati ormai due anni dal primo decreto che cercò di riportare la massa di lavoratori esclusi dalla pensione dentro le cure del sistema welfare, a seguito della riforma Fornero che, ancora oggi, continua a suscitare un mare di polemiche.

Secondo le stime della previdenza, infatti, sulle posizioni aperte in salvaguardia dovrebbero ammontare, in tutto, a 162.130, se si mettono insieme tutti i provvedimenti adottati tra 2012 e 2013, a fronte di pensioni erogate che, secondo l’ultimo rendiconto Inps di inizio marzo, erano ferme a 32.227 per il primo decreto, e circa 5mila se si sommano quelli seguenti, dunque appena all’inizio della serie di assegni da erogare.

Insomma, per quanto possano essere aumentate negli ultimi due mesi, siamo ancora ben lontani dalla copertura completa delle istanze accolte oppure solo avviate, per opera dei diretti interessati, i quali hanno sottoposto il proprio caso alle direzioni territoriali, prima di chiedere un responso definitivo all’istituto di previdenza sociale.

Nello specifico, la seconda previsione di tutela per i lavoratori aveva incluso 40mila dipendenti finiti nelle riserve a causa delle eccedenze occupazionali del proprio luogo di lavoro, ma di loro due mesi fa solo seimila erano stati conteggiati tra i sicuri pensionati.

C’è, poi, l’ultima salvaguardia, quella avviata con la recente legge di stabilità, che ancora è nel pieno delle procedure di riconoscimento e di autorizzazione alla pensione: il 27 febbraio sono infatti scadute le domande per l’ammissione al trattamento, che andranno divise tra licenziati ed esonerati, in gran parte.

Resta, comunque, una piaga ancora insoluta nel sistema di protezione sociale dello Stato, che il governo no ha ancora fissato per la soluzione nella sua agenda mensile.

Vai allo speciale esodati

 

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteI nuovi consorzi di comuni siciliani dovranno pagare anche l’IRES
Articolo successivoCarceri, pubblicata in Gazzetta la legge sulle pene alternative. Il testo

2 COMMENTI

  1. faccio anche io parte della categoria dei salvaguardati che dovrà aspettare 14 mesi di finestra per poter avere la pensione e concordo pienamente sull’assurdità di questa attesa.
    Dopo il primo sospiro di sollievo quando ho ricevuto la lettera di salvaguardia mi è però sorto un dubbio: la lettera che certifica la salvaguardia e quella successiva che indica la decorrenza delle pensione sono garanzia che avrò la pensione o, se la domanda che presenterò circa 1 mese prima della decorrenza, sarà ancora subordinata a graduatorie o lotterie?
    Grazie a chi mi chiarirà questo dubbio.
    GG

  2. Gentili signori,
    da membro della categoria degli esodati salvaguardati vi faccio le seguenti osservazioni .
    La spiegazione della grande differenza numerica tra le domande accolte e le persone liquidate, è che i salvaguardati vanno in pensione con le disposizioni precedenti alla legge Fornero e cioè dopo aver maturato i 40 anni e dopo la iniqua finestra di 12-15mesi. almeno. Finora sono ben pochi coloro che hanno maturato i 40 anni per andare in pensione, ed ancora meno colro che la percepiscono
    Questo si deve dire chiaramente. Si deve spingere per far abolire questa finestra prolungata; finestra che del resto varrà solo per i salvaguardati, perchè la legge Fornero l’ha abolita ( unica cosa positiva di questa legge).

    Cordialmente

    GG

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here