comuni italiani

La crescente qualità della vita ha determinato un progressivo allungamento dell’età della popolazione residente in Italia. Nel decennio 2003-2012 nei comuni italiani il numero di residenti con almeno 100 anni di età è più che raddoppiato, passando da 7.102 a 15.029. In valori assoluti, sia a inizio che a fine periodo, sono, in generale, le amministrazioni delle regioni settentrionali, rispetto a quelle centrali e meridionali, a registrare la maggior presenza di centenari (oltre il 50% del totale nazionale). In particolare, in Lombardia si contano 1.041 ultracentenari popolazione 2003 e ben 2.369 nel 2012.

Mediamente nel 2012 si registrano in Italia 25,3 centenari ogni 100.000 abitanti, quasi 13 in più rispetto al 2003 (12,39). In entrambe le annualità nei comuni del Friuli-Venezia Giulia e della Liguria si rileva il numero più elevato di centenari ogni 100mila residenti. All’opposto nelle amministrazioni lucane ogni 100mila abitanti si contano solo 7,54 centenari nel 2003; mentre nel 2012 è in quelle campane che si rileva il valore più basso, 13,53.

In valori assoluti sia nel 2003 che nel 2012, in generale, il numero dei centenari aumenta al crescere della taglia demografica dei comuni. Questo trend, nel 2012 si interrompe a partire dai comuni con oltre 60mila abitanti in cui il dato si contrae rispetto alle fasce dimensionali più piccole. Nelle realtà con popolazione compresa tra 20.000 e 59.999 residenti si registra, nell’ultima annualità osservata, la presenza più significativa di ultracentenari, 2.795.


Per quanto riguarda il rapporto di coloro che hanno compiuto 100 anni ogni 100mila abitanti, i comuni appartenenti alla taglia demografica intermedia, con popolazione compresa tra 10mila e 20mila abitanti, rappresentano uno spartiacque nei valori dell’indicatore che diminuisce all’aumentare della taglia demografica, fino ai comuni con 20mila abitanti (per i quali si registra la presenza più contenuta pari a 8,91 nel 2003) per poi registrare un incremento al crescere della classe dimensionale. Stesso fenomeno si rileva nel 2012, in questo caso però la classe dimensionale spartiacque è rappresentata dai comuni con popolazione compresa tra 20.000 e 59.999 residenti, in cui si osserva il dato più basso pari a 21 centenari ogni 100.000 abitanti. Dalla classe dimensionale successiva il valore riprende a crescere.

Dall’analisi cartografica emerge come soprattutto in Emilia-Romagna, Toscana, Lazio ed Umbria al centro-nord e Puglia e Sicilia al sud si concentrano i comuni in cui risiedono i soggetti che a gennaio 2012 hanno compiuto i 100 anni di età. E’ invece, in prevalenza nel nord del Paese, per lo più nelle realtà localizzate lungo l’arco alpino, che sono concentrate le amministrazioni in cui non risultano vivere centenari. Esigua è la loro presenza anche nei comuni abruzzesi, campani, lucani, molisani, calabresi e sardi.


CONDIVIDI
Articolo precedenteTasi, ecco i Comuni dove si pagherà a giugno 172
Articolo successivoAmministratori locali: rimborsabili le spese legali ?

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here