Pensioni intatte, almeno per il momento. Le ultime misure introdotte dal governo sembrano aver risparmiato, almeno in questa fase, i redditi da pensione, dopo alcune settimane di ansia per le voci sul possibile prelievo. 

L’indifferenza verso il comparto pensionistico, comunque, si è dimostrata a tutti i livelli: sia in termini di penalizzazioni che di benefici. Nessun intervento, al momento, riguarda il comparto previdenziale e, sebbene il governo si stia incagliando sul tema del lavoro, il presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha mancato di assicurare ai pensionati che non rimarranno ignorati a lungo.

“Il 2015 sarà l’anno delle pensioni” ha recentemente dichiarato il premier. Un’affermazione che, se da una parte denota l’impotenza dell’esecutivo di attuare piano di largo respiro a causa della ristrettezza delle risorse, dall’altra certifica come il welfare non sia tra le priorità di questo governo insediato da oltre due mesi, ormai.

Nel calendario del presidente del Consiglio, infatti, si trovano per il mese di maggio la riforma della pubblica amministrazione e quella della giustizia per il successivo mese di giugno. Questi, per lo meno, gli annunci. Per la seconda parte dell’anno, al momento, non risultano scadenze, ma sembra proprio che le pensioni slitteranno ancor auna volta.

Ma siamo davvero sicuri che le pensioni non saranno toccate dai prossimo interventi del governo? Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, a margine della discussione sul Jobs Act,  ha rassicurato sull’assoluta inconsistenza delle voci che davano per più che probabile il ricorso al prelievo extra dalle pensioni a partire dai tremila euro lordi. Nelle settimane precedenti l’avvento del decreto, si ricorderà, era andato in scena un nient’affatto rassicurante teatrino tra esponenti della maggioranza, intenti a discutere sull’opportunità di porre la soglia di partenza dell’esborso a due o tremila euro lordi di pensione al mese.

Al momento, dunque, l’ipotesi sembra tramontata, anche se, è bene ricordarlo, il decreto sugli 80 euro che dovrebbe portare gli sgravi Irpef alla busta paga di circa 10 milioni di lavoratori dipendenti, ancora deve essere pubblicato in Gazzetta ufficiale. Le coperture, insomma, rimangono ancora a livello di studio, secondo le direttive del Documento di Economia e Finanza varato nei giorni scorsi.

In riferimento al decreto Irpef, non è escluso che, in sede di esame parlamentare, venga introdotto anche un bonus per i pensionati, anche se la priorità resta sempre quella di assicurare le risorse necessarie a portare a compimento lo sgravio fiscale per i redditi sotto i 25mila euro lordi. Solo in seguito si potrà ragionare di un eventuale allargamento dei beneficiari anche agli iscritti all’Inps con assegni più striminziti.

C’è, poi, come si diceva, la riforma della PA in attesa, che ha proprio nel Def, e nelle antecedenti istruzioni del commissario alla spending review Carlo Cottarelli, le sue principali ispirazioni. Il varo di un provvedimento sugli esuberi, nell’ottica del ministro Marianna Madia, dovrebbe costituire lo stimolo per ringiovanire le schiere degli organici nell’amministrazione statale. In questo ambito, però, una deroga alla legge Fornero potrebbe apparire come iniqua, mentre centinaia di migliaia di esodati attendono invano il primo assegno e i Quota 96 della scuola sono ancora in balia di una legge che si è letteralmente dimenticata di loro.

Insomma, quello del decreto lavoro non è che il primo scoglio per il governo Renzi: nelle prossime settimane, con i nuovi provvedimenti da presentare, o in arrivo all’attenzione delle Camere, gli animi nella maggioranza potrebbero tornare a surriscaldarsi.

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7 COMMENTI

  1. io sono una dipendente statale ho 63 anni e 37 di contributi e x 6 mesi con la l. fornero non sono andata in pensione. nel 2012 mio marito 77 anni ha subito un intervento al etto e poi nel 2014 al polmone nel frattempo ho usufruito della 104 perché siamo soli senza nessuno e rimarrò a casa fino a settembre 2015 , poi ho esaurito tutto e siccome la cosa è abbastanza grave, se entro il 2015 non potrò andare in pensione, c’è la possibilità che mi debba mettere in aspettativa senza stipendio. Vi pare giusto ? avrei grande necessità di andarmene in pensione mi sembra che era un diritto acquisito o no? quando devono ridurre grandi pensioni dicono che non si può perché quello è un dirito acquisito.

  2. scusate ma invece di diminuire l’eta pensionabile ancora cercano di aumentare ,ma quando la dovremmo prendere noi giovani visto che non c’é lavoro

  3. Giovanni dici proprio bene e’ uno schifo anche io sono 39 anni che lavoro adesso sono senza lavoro e di pensioni non se ne parla !!! Vado dalla fornero a vedere se mi trova il lavoro….

  4. ciao Raffaele . Meno male che vai in pensione … certo 42 anni e 7 mesi
    più 2 anni per il TFR E’ UNO SCHIFO !! però pensa anche cosa succederà a me .
    Ho iniziato a lavorare a 17 anni e sai quanto mi aspetta di lavorare ?? 51 ANNI !!
    stammi bene Raffaele !!

  5. SONO UN DIPENDENTE DEL COMUNE DI MILANO IL 13—MAGGIO 2014 VADO IN PENSIONE
    CON 42 ANNI E 7 MESI DI SERVIZIO E 62 ANNI DI ETA’ L’INPADAP MI COMUNICA CHE IL MIO TFS
    DI FINE SERVIZIO (LIQUIDAZIONE) MI VERRA’ CORRISPOSTO DOPO 2 ANNI.
    E ‘ INGIUSTO CHE IO E TUTTI QUELLI CHE SONO NELLA MIA STESSA SITUAZIONE I SOLDI CHE ABBIAMO
    VERSATO PER 42 ANNI E 7 MESI DEBBANO ASPETTARE 2 ANNI. NON E’ COSI’ CHE SI FA GIRARE
    L’ECONOMIA IN QUESTO MODO SI FA GIRARE ALTRO!

    CERTO DEL SUO INTERESSAMENTO
    CON AFFETTO E STIMA

    REGINELLA RAFFAELE NATO IL 21/03/1952
    RESIDENTE A MILANO
    CELLULARE 3388507218

    E-MAIL elioreginella@yahoo.it

  6. invece di spendere 9.000.000 di euro al mese per rifocillare chi sbarca e viene accolto nel ns. paese, pagassero i pensionati e esodati italiani e ne avanzano tantissimi.CHE SCHIFOcacciamo questo governo

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