IL CASO:

Un soggetto privato si trovava impossibilitato a vendere alcuni beni immobili di sua proprietà alla ditta che in quel momento li occupava, nonostante la stessa parte conduttrice avesse, nel frattempo, già iniziato alcuni importanti lavori di adeguamento. Il ritardo nella vendita veniva causato, nella fattispecie, da alcune questioni legali ancora da risolvere. Per esse, era già stato incaricato, in prima battuta, un avvocato, col quale era presto venuto meno il rapporto fiduciario a causa di una parcella “ non proprio consona “ alla situazione. In seconda battuta, l’assistenza legale era stata affidata ad un altro professionista. Egli non era però riuscito a fornire una pronta soluzione al caso del proprio assistito, avendo sì percepito una certa somma in onorario, ma avendo richiesto una serie “ infinita “ di rinvii dell’udienza. Il cliente aveva allora sollevato le proprie rimostranze, fino a suscitare addirittura una risposta da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, il quale aveva in qualche modo difeso la posizione del professionista accusato, parlando di una sua “ lieve e non consapevole negligenza, essendo del tutto notorio che i rinvii dell’udienza sono sempre fisiologici e dovuti alle enormi pendenze giudiziarie, che non consentono le trattazioni dei processi in una o, al più, in due udienze “. L’assistito continuava a sostenere, comunque, che anche una negligenza inconsapevole dell’avvocato in questione fosse pur sempre apportatrice di un danneggiamento piuttosto importante, e perciò degna di giungere fino al banco definitivo della Corte di Cassazione.
LA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE:

Sul caso in oggetto, la Suprema Corte di Piazza Cavour si pronunciava lo scorso 7 Marzo, con sentenza n° 5410. Secondo questi Giudici, chi svolga il patrocinio legale è tenuto a risarcire in prima persona il danno da lui causato al proprio cliente: anche nel caso in cui il suddetto danno risulti derivante da continue richieste, da parte del professionista, di rinvio delle udienze giudiziarie. Quanto meno, l’avvocato negligente perderà ogni diritto al proprio onorario. Ma v’è di più: la Corte ha tenuto a precisare, nel proprio pronunciamento, che vi sono, a carico del professionista legale, degli importanti obblighi informativi verso i propri assistiti, essendo egli tenuto ( nel pieno rispetto del principio di trasparenza ) ad illustrare al cliente il livello della complessità dell’incarico e degli oneri di conseguenza ipotizzabili, dal momento del conferimento del mandato fino a quello della conclusione della causa. In altri termini: ogni avvocato sarà tenuto ad effettuare una valutazione ex ante dell’impegno che si sta assumendo, cercando anche di formulare un’ipotesi degli oneri a carico del proprio assistito, e cercando anche di evitare, in concreto, ogni sorte di ingiustificata lungaggine del procedimento.


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2 COMMENTI

  1. Buonasera ho una causa civile tribunale di potenza per avere una sentenza sono trascorsi di più di sei mesi per un frazionamento r.g.2011 ufficio esecuzioni immobiliari mi sembra una vergogna come funziona la giustizia in Italia saluti Giuseppina

  2. Mah!, “l’avv. umanista” mi manca(va); il giudice “reticente” a testimoniare
    l’avevo annotato; presso il Cons. dell’ordine, nella stanza delle fotocopia
    trici, accostati a triangolo: io, lui e l’avv. (che con un’altra s’era inca
    tenata per protesta contro la “Severina”… soppressione del tribunalino)
    che minacciò querela per una mia replica in seguito a un suo – con altri –
    ipotetico messagio scritto sul blog-Toghe. Ora mi ritrovo a fronteggiare (per
    colpa della latitante/inadempiente “mio” avv., visto che mi ha restituito
    le carte senza aver rimesso il mandato?) quel g.e. che quando gli mostrai i
    2 fogli relativi ad una notifica “a mani” depositata (nel 2007) al comune di
    cui vengo a conoscenza dopo 5 anni (quando controparte, senza essere contras
    tata, si vede costretta a depositare atti che vedo per la prima volta: senten
    za esecutiva, precetto,…) anziché farsene carico, andò in escandescenza:
    uscì dalla stanza per andare a rimproverare le 3 donne che erano in cancel
    leria? Il pres. del foro continua a dirmi che devo scrivere, e a malapena in
    novembre, in forma ufficiosa, mi riferisce della sospensione – dimezzata dal
    Cnf – di 6 mesi in seguito a una condanna della di lei per bancarotta, segui
    ta da una del Tar per una somma ingente relativa a spese di giustizia, nel
    frattempo si aprono altri 2 fascicoli in attesa dell’esito di altri 2 proc.!
    Ma con quale prospettiva se il tutto viene ben occultato e il cnf non si de
    gna di dare risposte? E di avv. ne ho contattati, pur sapendo da circa un
    20ennio di un caso in tv laddove un imprenditore nel cercare di recuperare
    dei scopre che il “suo” era in possesso di un assegno di 6mln (il famoso 10%
    rispetto alla somma…) rilasciato da uno dei suoi debitori; disse di aver
    contattato circa 200 avv., tutti solidali! Io mi son fermato a una decina.

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