Riforma pensioni, esodati, Quota 96: a che punto siamo? Nelle ultime settimane si sono rincorse voci, ipotesi, smentite e, nel picco massimo di tensione, anche uno scontro istituzionale inatteso, che ha portato al primo conflitto tra due ministri del governo Renzi.

Ma andiamo con ordine. Nonostante, in queste ore, non sia esattamente la priorità dell’esecutivo, il capitolo pensioni non è mai passato di moda nelle discussioni di gabinetto, al punto che, come noto, è stato il ministro della Funzione Pubblica Madia ad annunciare l’intenzione di dare il via a un piano di prepensionamenti per i dipendenti pubblici.

Obiettivo, quello di svecchiare la pubblica amministrazione in Italia, una delle più vecchie d’Europa per media anagrafica, con quasi un dipendenti su due al di sopra dei 50 anni di età. C’è bisogno di forze fresche, ha osservato il responsabile PA del governo Renzi, e, per questo, sarebbe allo studio un programma di gestione degli esuberi, in modo che, per ogni 3 statali mandati in pensione, dovrebbe essere assunto un giovane tramite procedure di concorso pubblico.

Il nodo, però, è quello della previdenza, con la rigida legge Fornero che non ammette uscite in anticipo rispetto ai requisiti richiesti per ottenere l’assegno previdenziale e non concede, soprattutto, esborsi extra oltre a quelli messi a preventivo fino al 2020, con un ritmo piuttosto serrato di discesa della spesa pensionistica.

Poi, come detto, è intervenuto anche il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, nel corso della sua relazione in Parlamento, dove , tra gli altri argomenti, ha affrontato anche la proposta della collega Madia, ovviamente, rivolta anche al comparto scolastico. Secondo la responsabile del Miur, la linea avanzata dalla giovane compagna di esecutivo non costituirebbe la cura dei mali della scuola. Si è così aperto uno scontro di difficile risoluzione tra due anime del governo, anche se c’è da scommettere che la sensibilità del premier Renzi, in questo caso, rimanga più vicina alla linea della Madia che non a quella del segretario di Scelta civica.

Veniamo, dunque, alla questione infinita degli esodati. Dopo settimane di silenzio, è stata l’Inps ad aggiornare il bilancio delle pensioni effettivamente erogate dopo i salvataggi compiuti nei mesi scorsi dai vari governi. Ebbene, allo scorso 7 marzo, sarebbero pervenute nelle tasche dei contribuenti solo 83.802 pensioni delle 142.630 messe a regime. Le Camere stanno cercando di mettere a punto una nuova legge di salvaguardia, forse definitiva, per tutti gli esodati ancora nel limbo tra lavoro e trattamento previdenziale. Il prossimo 14 aprile, infatti, dovrebbe arrivare alla Camera una proposta per affrontare la questione in maniera definitiva.

Proprio quel provvedimento, se approvato, potrebbe aprire la strada anche al reintegro nel welfare degli oltre 4mila Quota 96, ancora in attesa di una deroga alla legge Fornero. Dopo il parere negativo della ragioneria di Stato sulle coperture, infatti, l’impegno della Commissione Bilancio di Montecitorio è quello di riferire al più presto su un capitolo che non potrà essere ignorato in sede di stesura del Def 2014.

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5 COMMENTI

  1. perchè se si parla di “prepensionamenti” devono ancora una volta essere avvantaggiati solo i dipendenti pubblici e non gli altri lavoratori ?

  2. UNA COSA BUONA L’ONOREVOLE MARONI L’AVEVA FATTA E PRECISAMENTE LA RIFORMA DELLE PENSIONI 40 + 1.
    IN UN MOMENTO DI CRISI SI PUO’ ACCETTARE UN ULTERIORE ANNO DI LAVORO 41+1 .
    INUTILE STARE LE ORE STUDIARE COME E FARE I PROFESSORI BASTA POCO

  3. L’unica possibilità di uscire prima dal lavoro secondo me, e’ rispolverare la proposta Bersani ( dei punti programmatici di Bersani) , questa proposta che vale per dipendenti pubblici e privati,
    da’ la possibilita di uscita a 62 anni e 35 anni di contributi e penalizza il lavoratore fino ad una decurtazione del 8% sull’eta’ di uscita ,forse cio’andra’ bene per i dipendenti privati ma i dipendenti pubblici, che prendono solo la tredicesima e non certo quattordicesima o altro , e non sono licenziabili, perche’ dovrebbero accettare queste condizioni?
    PERO’ UNA SOLUZIONE I GOVERNANTI LA DEBBONO TROVARE AL PIU’ PRESTO!

  4. la pensione ” ora chimera”
    Basta prese in giro!!!!!
    Ancora non mi è chiaro perchè chi ha iniziato a lavorare in giovane età, dopo aver raggiunto i 40 anni di contributi e ribadisco “40 Anni” non può andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica?
    Mi fate comprendere cortesemente quanti dipendenti Enti Pubblici verseranno 40 anni di contributi prima di accedere alla pensione?
    Perchè colpire una fascia di cittadini la cui unica colpa è quella di aver iniziato a lavorare
    presto? perchè chiedere ulteriori anni di sacrifici agli stessi?
    Perchè i Parlamentari percepiscono senza aver raggiunto l’età pensionistica o gli anni di contribuzione il vitalizio di gran lunga superiore alle pensioni da FAME dei dipendenti pubblici?
    Gradirei una risposta grazie

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