Nuovo round in Parlamento per i Quota 96, i dipendenti della scuola che non hanno ottenuto la pensione coi requisiti ante riforma Fornero, malgrado ne avessero oggettivamente i requisiti.

Questa mattina, in Commissione Bilancio della Camera dei deputati, è all’ordine del giorno una risoluzione per riconoscere a queste migliaia di professori, assunti Ata e insegnanti a vario titolo, di accedere all’assegno previdenziale.

Ad aprire la convocazione, il presidente della Commissione, Francesco Boccia, che già nelle scorse settimane si era espresso apertamente a favore di una soluzione definitiva per il problema dei Quota 96, questione che affligge circa 4mila persone secondo le stime di istituzioni e sindacati.

Come noto, in Parlamento è approdata, a tutela di questa categoria di lavoratori, una proposta di legge volta a estendere le garanzie pensionistiche, fornendo una deroga alla legge Fornero per questi a suo tempo dimenticati dal ministro del governo tecnico di Mario Monti.

Purtroppo per loro, però, il parere della Ragioneria di Stato in materia è stato netto: non ci sono le coperture sufficienti a riconoscere quattromila assegni previdenziali con decorrenza primo settembre 2012, quando, cioè, avrebbero dovuto lasciare la cattedra i Quota 96 secondo i dettami della legge in vigore. Tra i principi della legge Fornero, infatti, veniva specificato come le nuove regole per i pensionamenti fossero in vigore a partire dal primo gennaio 2012 per tutti i lavoratori, senza tenere conto che, per chi è impiegato nel mondo scolastico l’anno di lavoro di conclude ad agosto e non coincide affatto con l’anno solare.

Una svista che, sommata  al dramma degli esodati, non ha ancora risolto i suoi effetti, obbligando 4mila aventi diritto alla pensione ad anni di lavoro extra e limitando, di conseguenza, nuovi innesti nel mono della scuola, con le graduatorie al solito prossime all’esplosione.

Una flebile speranza, però, è arrivata anche martedì, con la dichiarazione del ministro per la Funzione pubblica Marianna Madia sulla necessità di sfoltire i ranghi del comparto pubblico tramite dei prepensionamenti extra: dunque, è parso naturale da più parti che, se per gli amministrativi si sta veramente pensando di battere questa strada, la precedenza andrebbe accordata naturalmente a chi, come i Quota 96, in pensione avrebbe già dovuto esserci.

Anche per questo, dunque, stamane la Commissione Bilancio si riunisce per affrontare con massima urgenza la questione dei pensionati finiti nel dimenticatoio: i quattromila attendono col fiato sospeso.

Vai allo speciale Quota 96


CONDIVIDI
Articolo precedenteRedditometro 2014, prevenire i controlli impuri sui nuclei famigliari
Articolo successivoBarack Obama e papa Francesco, due rockstar per cambiare il mondo

2 COMMENTI

  1. E’ una frottola: non c’ è stata nessuna decisione per quota 96: il governo è solo chiamato a riferire se ci sono i fondi. Ovviamente dirà di no e tutto tornerà come prima. Non facciamoci illusioni. Anche dovessero esserci i soldi, l’ iter legislativo sarà tale che nessuno potrà andare in pensione il 1/9/2014.

    NO PENSIONE, NO VOTO (al PD)

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here