Novità importanti in arrivo per i debiti ancora insoluti tra la pubblica amministrazione e le imprese in attesa di vedersi finalmente saldato il dovuto, sia una prestazione in termini di manodopera o di servizi.

Se, ancora, non si vede ombra del promesso provvedimento del governo Renzi che avrebbe dovuto sbloccare immediatamente il pagamento di 60 miliardi di arretrati, sono comunque in arrivo nuove garanzie sia per le imprese che attendono ancora i pagamenti, che per quelle amministrazioni in dissesto finanziario, incapaci di versare il dovuto.

In primo luogo, infatti, è ufficiale, per le azienda in crediti con la pubblica, la formula di un indennizzo sotto forma di risarcimento al danno per le clausole più inique nei contratti di pagamento. Ciò avviene in seguito agli emendamenti approvati in seno alla legge europea 2013-bis alal Camera dei deputati, dove il ddl si occupa dei pagamenti in ritardo.

Dunque, anche in quel provvedimento viene ribadito come il margine per pagare le prestazioni svolte da privati per conto della pubblica amministrazione, sia di 30 giorni o di 60 – dipende dalle condizioni – al di là dei quali, partono immediatamente gli interessi di mora che l’ente pubblico sarà costretto a versare in aggiunta alla cifra dovuta.

In aggiunta, altre modifiche riguardano l’eliminazione d’ufficio delle clausole ritenute gravemente inique,  che possano evitare di riconoscere il pagamento degli interessi di mora stessi: toccherà al giudice valutare la sussistenza o meno dei principi contenuti nelle clausole, stabilendo, peraltro, l’ammontare del risarcimento.

Resta possibile sforare dai 60 giorni per i pagamenti, ma solo quando ciò, recita la nuova legge, sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto.

Oggi, invece, la Commissione Bilancio del Senato ha approvato in sede deliberante il disegno di legge sulle emergenze finanziarie negli enti locali, stabilendo che per gli enti che abbiano dichiarato il dissesto finanziario entro 24 mesi prima delal legge 64/2013, possano accedere a un prestito entro un massimo di 300 milioni di euro per il 2014. Entro centoventi giorni, i fondi ricevuti andranno spesi proprio a coprire parte dei debiti contratti con le imprese.

 


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