Ok della Camera, ieri, alla proposta di legge che riscrive la normativa sulla dimissioni in bianco, che dovrebbe cambiare una volta per tutte la disciplina sulla pratica dell’atto di rinuncia al posto di lavoro, spesso richiesto alle madri o alle giovani donne in età matrimoniale al momento dell’assunzione. Ma è scontro con il MoVimento 5 Stelle, che ha votato no alla proposta.

Ideatore del provvedimento è infatti il gruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà – attualmente all’opposizione – con, in testa, il leader Nichi Vendola, principale sponsor del ddl, che sperava di incontrare anche il voto favorevole dei grillini, alla fine non arrivato.

Secondo il nuovo testo, la lettera di dimissioni volontarie andrà, d’ora in poi, sottoscritta da parte del lavoratore su moduli specifici, che dovranno rendere disponibili gli uffici territoriali del lavoro, i funzionari comunali e i centri per l’impiego.

A essere sottoposti alle nuove specifiche di legge, saranno tutti i contratti, sia quelli di assunzione piena a tempo indeterminato, che quelli a tipologia co.co.co., o, comunque, di tipo precario, che dovrebbe assicurare uno snellimento degli oneri di tipo amministrativo connessi alla risoluzione del contratto.

Resta, comunque, fermo il punto secondo cui, se entro sette giorni il lavoratore non si presenterà al posto di lavoro senza una motivazione valida, il rapporto si intenderà concluso per dimissioni volontarie anche senza il ricorso alle dimissioni volontarie.

Estrema soddisfazione da parte dei gruppi di Partito democratico e Sel, che hanno votato sì alla proposta arrivata in aula, così come la presidente della Camera Laura Boldrini“E’ stata dimostrata attenzione alla condizione delle lavoratrici e, al di là di alcune specifiche questioni sulle quali le forze politiche si sono divise, si è discusso di come porre fine ad una pesantissima violazione dei diritti delle donne. E’ una questione di civiltà”.

Di tutt’altro avviso, invece, il Movimento 5 Stelle che, tramite il proprio leader Beppe Grillo, ha reso note le motivazioni per cui il gruppo M5S ha detto no alla proposta: Fin dal 2001 esiste l’ottimo istituto della convalida: “Quando una lavoratrice dà le dimissioni, deve poi confermarle presso i Centri per l’Impiego o le Direzioni territoriali del Lavoro, in modo da certificare ufficialmente che non sia stata costretta. u pressioni della lobby di Confindustria, vista nei corridoi della Camera a ronzare intorno ai deputati della maggioranza, infatti, ecco che a Montecitorio passa una legge che neutralizza la convalida.”

Ora, per l’ok definitivo, la nuova legge sulle dimissioni in bianco dovrà ricevere il via libera da parte del Senato. Solo allora la norma del 2001 voluta dal governo Berlusconi, sarà definitivamente sorpassata.

Vai al testo della nuova legge sulle dimissioni in bianco


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  1. La tutela dei diritti dei lavoratori si è schiantata miseramente sui banchi dell’opposizione cosiddetta di sinistra, mettendo definitivamente sotto il giogo del padrone il lavoratore.Il grande movimento dei lavoratori è finito nelle mani di illustri personaggi che non hanno mai lavorato e che cambiano la cravatta ogni mattina, mentre il lavoro non c’è più e i lavoratori si tolgono la vita per la vergogna.Ha ragione Grillo.

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