Addio alla mediazione come mero passaggio formale per lo svolgimento dell’iter completo di giustizia. Il Tribunale di Firenze mette a segno, per i sostenitori dell’istituto, un punto importante, che riguarda l’attuale compimento del tentativo di riavvicinamento tra le parti, così come enunciato nel decreto del Fare dello scorso anno, il quale, si ricorderà, ne aveva ristabilito l’obbligatorietà.

La mediazione civile, lo ricordiamo, è indicata essenzialmente come condizione di procedibilità, dunque passaggio tutt’altro che secondario nell’arrivare alla conclusione della vertenza e che, anzi, se svolto con reale intenzione di riconciliare le due parti, può davvero abbreviare la durata della vertenza.

Ora, però, non c’è solo l’obbligo a svolgere la mediazione, come un rito richiesto dal codice, ma come un vero e proprio grado di giudizio, quando disposta direttamente dall’autorità giudiziaria. Fino a oggi, infatti, si era intesa la disposizione dell’invito da parte del giudice come formalità nel corso di giudizio, mentre con l’ordinanza del Tribunale fiorentino, andrà soddisfatta la vera natura dell’istituto, che è quella di un concreto tentativo di accordo tra le parti in causa, che alleggerire sensibilmente il carico processuale, se utilizzato secondo i dettami del legislatore.

Ecco, dunque, secondo quanto stabilito dal Tribunale di Firenze, quali requisiti essenziali devono essere soddisfatti in caso sia il giudice a richiedere il passaggio mediatorio prima dell’avvio del dibattimento in aula:

_ la mediazione andrà svolta con la presenza personale delle parti

_ l’ordine del giudice andrà esaudito non già nell’incontro preliminare, ma nel percorso di mediazione tout court, dove il giudice potrà valutare la mediabilità del procedimento.

_ gli avvocati rimangono mediatori di diritto, come stabilito dalla versione finale del decreto del Fare, e dunque devono essere pienamente impegnati nel realizzare le premesse delal mediazione

_un incontro puramente formale come spesso accaduto sino a oggi, finirebbe per ridurre il giudice a un mero ruolo notatile, così come lascerebbe nell’anonimato il ruolo dei mediatori e dei difensori, portando a un ulteriore dilazione del processo civile. Dunque, non ci si dovrà limitare a illustrare modalità e funzionamento della conciliazione, ma si dovrà perseguire l’intesa tra le parti concretamente.

Vai allo speciale mediazione


CONDIVIDI
Articolo precedentePapa Francesco, testo e video dell’Angelus del 23 marzo 2014
Articolo successivoPensioni, i precari salvano il sistema e per loro cresce ancora l’aliquota

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here