A poche ore dall’allarme rosso, ci pensa il premier Matteo Renzi a rassicurare – quasi – tutti sulle pensioni: gli assegno al di sotto dei 3mila euro non verranno toccati, assicura il presidente del Consiglio.

Dopo la presentazione del Jobs Act, infatti, i tecnici si sono subito scagliati a raccogliere cifre per le coperture necessarie a finanziare i 10 miliardi di euro che finirebbero nelle tasche dei 10 milioni di lavoratori dipendenti.

La soglia per rientrare nel programma annunciato da Renzi è nota: 1500 euro netti al mese per vedersene riconosciuti, a partire dal prossimo mese di maggio, 80 euro in più in busta paga.

Un’operazione che, al momento, non ha coperture certe e, per questo, l’ipotesi di intervenire sulle pensioni è stata letta da più parti come la via più comoda per completare la ricerca dei fondi perduti, ma, a questo punto, molto urgenti.

Dunque, era iniziata a circolare la voce che il governo stesse mettendo a punto un intervento sulle prestazioni al di sotto dei 2mila euro lordi. In sostanza, gran parte dei pensionati avrebbe dovuto finanziare l’incremento di stipendio a gran parte dei dipendenti.

Un’ipotesi che ha subito gettato nel panico i pensionati coinvolti, i quali, dopo l’indicizzazione incompleta arrivata con la legge di stabilità entro i duemila euro, si sarebbero visti sobbarcare un ulteriore costo sociale, quello del potere di acquisto delle famiglie del ceto medio-basso.

Ora, però, con le dichiarazioni di Renzi, sembra che la possibilità di ricorrere alle pensioni sotto i duemila euro, sia del tutto scongiurata. Restano, dunque, al vaglio le pensioni d’oro, le quali saranno nuovamente chiamate a un sacrificio in nome della solidarietà sociale.

“Se il 27 maggio non avrete i soldi in busta paga, potrete dire che sono un buffone” ha esclamato Renzi, rivolgendosi ai lavoratori, nel corso della trasmissione “Porta a porta”, in cui ha presentato il programma di interventi nell’economia, su tutti, ovviamente, il “suo” Jobs Act, che ha nel bonus agli stipendi il suo punto centrale.

Sui pensionati, invece, ancora silenzio assoluto da parte del governo, che sembra aver rimandato la questione a data da destinarsi: nei calendario dei prossimi mesi, infatti, non è ancora fissata una scadenza per risolvere il problema degli esodati, o dei Quota 96 che attendono da lungo tempo l’autorizzazione per lasciare il posto di lavoro.

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6 COMMENTI

  1. Ho 55 anni disoccupato da oltre 3 anni (con famiglia moglie e figlia e anche 2 cani a carico) é un miracolo che sia ancora qui.Con l’età anagrafica sono tagliato fuori.Ho versato all’ INPS più di 33 anni più all’ENASARCO altri 10. “Naturalmente” le due cose non si possono combinare. Al grido unanime di ALLELUIA cosa fare?Andiamo tutti assieme con quei pazzi scatenati dell’ ISIS e cerchiamo ti tagliare le “TESTE GIUSTE”?Fatemi sapere perchè da solo non posso farcela. Ciao a tutti.

  2. Io ho lavoratori 20 anni e mi aspettavo di prendere la pensione al compimento dei 60 anni oggi ne ho quasi 62 e non ho ancora visto un centesimo e non so neanche quando la percepirò grazie alla cara Sig.ra Fornero……..

  3. perché contribuire con le pensioni per dare di più a chi ne ha bisogno e non riducendo a chi guadagna tantissimo. Le liste di chi guadagna tantissimo le conosciamo, cominciamo a questuare da lì

  4. nn ho mai capito perche un lavoratore che ha fatto tutta la vita in fabbrica prende un terzo abbondante in meno di pensione, di un lavoratore che ha lavorato all’enel, intendiamoci nn ho nulla contro chi ha lavorato una vita all’enel, c’è lo con chi discrimina i lavoratori con queste differenze, con il pericolo che nascono guerre tra poveri…..il dividi et impera arma del potere…..

  5. non vedo perchè dobbiamo noi pensionati,dopo che abbiamo lavorato una vita dover rimettere dei soldi per darli ai stipendiati.
    Taglino del 90% le pensioni d’oro,si taglino gli stipendi,si tolgano i vitalizi le varie indennità,facciano sparire le numerose auto blu,solo il Quirinale ne ha in abbondanza,c’è solo un Presidente, non un seguito regnante.
    Tolgano ai ricchi, non ai poveri, anche percepire una pensione di 3000€ lorde al netto rimane una pensione che permette solo di vivere, ma non una vita lussuosa.

  6. NON SI RIESCE A CAPIRE PERCHE’ LA QUOTA 96 DOVREBBE ESSERE APPLICATA SOLO AI DIPENDENTI STATALI ANCHE PERCHE’ DEI PRIVILEGI SULLE PENSIONI BABY NEGLI ANNI ADDIETRO POTEVANO APPROFITTARNE SOLO LORO E NOI PRIVATI SEMPRE E SOLO A PAGARE E VEDERE I DIRITTI ACCUISITI SEMPRE CALPESTATI.

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