Il Senato ha approvato ieri il decreto legge  sugli scatti di stipendio per gli insegnanti della scuola pubblica. Il provvedimento ha ricevuto 183 voti a favore e 56 astensioni.

“Disposizioni temporanee e urgenti in materia di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola” è questo il nome del decreto che, ieri, l’aula di palazzo Madama ha licenziato con parere positivo. Il dl, ora passa alla Camera, per l’approvazione definitiva: Montecitorio ha ancora due settimane di tempo per la conversione del testo in legge dello Stato.

Con il decreto, vengono riconosciuti gli scatti stipendiali per l’anno 2013, relativamente alla maturazione dell’anzianità e delle posizioni salariali, con i relativi incrementi economici al personal docente, Ata, tecnico e ausiliario.


Il testo introduce una finestra temporale fino al 30 giugno prossimo, entro il quale dovrà concludersi proficuamente la sessione negoziale, pena la cancellazione degli scatti di anzianità attualmente mantenuti.

Insomma, per docenti, maestre e professori in generale, la pratica degli scatti non è ancora conclusa: scacciato lo spettro della restituzione immediata allo scorso mese di gennaio, ora la pezza del governo richiede ancora la verifica delle coperture necessarie e lascia aperto, per la prossima estate, uno spiraglio minaccioso per la possibile cancellazione degli aumenti di stipendio relativi all’anzianità di servizio, qualora il confronto aperto non porti a soluzioni praticabili.

Niente recuperi, dunque, e il mantenimento delle posizioni maturate a partire dallo scorso autunno, quando numerosi professionisti dell’ambito scolastico si videro recapitare quei famosi innalzamenti di stipendio che, a inizio 2014, il governo Letta pensò sciaguratamente di farsi rendere, in un atto suicida per la reputazione dell’esecutivo poi scalzato.

Ora, in realtà, viene realizzata la retrocessione a livello stipendiale inferiore, ma le somme versate non vengono chieste in restituzione: ciò, fino alla conclusione della sessione di contrattazione, che dovrebbe chiudersi proprio entro il prossimo 30 giugno 2014. Insomma, le settimane roventi di inizio anno potrebbero anche ripetersi nel cuore dell’estate.

Vai al testo del decreto stipendi nella scuola


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1 COOMENTO

  1. Premesso che non ho nulla contro gli Insegnanti e la Scuola pubblica in generale, mi chiedo:
    Perchè tale deroga SOLO per questo settore del Pubblco Impiego?
    Quale sarebbe il profilo di “ragionevolezza” idoneo a giustificare nella fattispecie la disparità di trattamento (vietata in generale dall’art.3 Cost.)?

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