Il decreto salva Roma trae in salvo l’incombenza degli appalti specialistici, enunciando l’obbligo della disciplina attuale come vigente fino a settembre, anche se, più probabilmente, la scadenza verrà fatta coincidere con la fine del 2014.

La disposizione è contenuta all’articolo 20 del decreto salva Roma – terza versione – pronto alla pubblicazione in gazzetta, probabilmente in giornata. Insomma, il decreto rivolto al dissesto del Comune capitolino, contiene anche un rinvio che non ha trovato spazio nel recente Milleproroghe, convertito in legge la settimana scorsa.

Si tratta di una norma, per la verità, introdotta proprio in extremis, che non figurava neanche nel testo del decreto entrato in Consiglio dei ministri lo scorso venerdì.


Da inizio anno, infatti, il mondo degli appalti è stato scosso per due ragioni soprattutto: da una parte, l’avvento del sistema di certificazione online dell’AvcPass, causa di numerosi dissidi tra stazioni appaltanti e soggetti partecipanti ai bandi, mentre, dall’altra, il parere del Consiglio di Stato aveva bocciato le norme che imponevano di affidare in subappalto le attività specialistiche, in caso di assenza di qualificazione specifica. Si era reso necessario qualificare le imprese partecipanti alle assegnazioni specialistiche in base al codice dei contratti pubblici, suscitando ulteriore confusione per i vincitori dei bandi.

Questi, ora, grazie alla previsione reintrodotta nella nuova versione del salva Roma – era già presente nella precedente edizione del provvedimento, ormai decaduta – potranno dunque svolgere in autonomia i lavori assegnati, in attesa dell’aggiornamento normativo.

In sostanza, il salva Roma prossimo all’arrivo in Gazzetta, blocca per un altro semestre – fino al 30 settembre – l’eliminazione degli articoli inerenti gli appalti richiesta dalla giustizia amministrativa. Per favorire un passaggio indolore dal vecchio al nuovo regime, poi, è stato procrastinato fino al 31 dicembre lo stato attuale. Infine, sono salvi anche i bandi pubblicati nel periodo transitorio di mancata conversione in legge del precedente salva Roma, il 151/2013: in questo modo, si cerca di scongiurare la valanga di possibili ricorsi.

Vai al testo del salva Roma uscito dal Cdm


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