Arriva, finalmente, l’ora dell’Italicum alla Camera, anche se, ormai, si tratta essenzialmente di una proposta di legge a metà. Già, perché, dopo l’ok di Berlusconi, ora la proposta di riforma dell’ormai defunto Porcellum si basa sulla prospettiva di approvazione alla sola Camera dei deputati, lasciando da parte il Senato.

Ma non è questa la sola incognita che grava sul provvedimento approdato, dopo mille tribolazioni, a Montecitorio: a gettare scompiglio tra i partiti, infatti, anche la parità di genere tra uomini e donne, così come la norma salva-Lega, che dovrebbe decadere essendo legata al Senato.

Il vero rischio che corre l’Italicum alla Camera è, però, quello dei franchi tiratori: ossia di quei deputati che, approfittando del voto segreto, potrebbero andare contro la disciplina di partito e voltare le spalle alla riforma del sistema elettorale, definita dall’accordo Renzi-Berlusconi e poi rivisitata in questi ultimi giorni.


Ieri, intanto, il primo scoglio per l’Italicum è stato superato: la proposta del MoVimento 5 Stelle, di abolire il ddl di riforma, è caduta nel vuoto, venendo respinta dalla Camera. Proprio in quell’occasione, però, ci si è accorti che i numeri della maggioranza erano inferiori rispetto alle dimensioni reali dell’alleanza di governo più Forza Italia, che ha dato il proprio appoggio alla riforma.

In totale, ieri sono stati bocciati sette emendamenti da Montecitorio, 3 dei quali a scrutinio segreto: confrontando i 378 sì ottenuti dal governo in sede di fiducia, stona e non poco la quota 316 raggiunta al secondo voto svolto in maniera riservata.

Ora, a gettare nuove ombre sul cammino dell’Italicum, arriva anche la proposta della parità di genere, che dovrebbe riservare per uomini e donne il massimo del 60% dei posti e il conseguente minimo del 40%, almeno secondo le basi di accordo che si sta cercando di raggiungere in queste ore. Sul tema, fioccano gli emendamenti, presentati in larga parte da donne, anche in maniera bipartisan. Non sono mancati, infatti, gli assensi delle esponenti di spicco di Forza Italia quali Biancofiore, Carfagna, Polverini e Calabria.

In giornata, dunque, continueranno le votazioni e, qualora la situazione sulla legge elettorale finisca per inasprirsi, potrebbero arrivare brutte sorprese per il governo e Matteo Renzi.

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