Pompei è “patrimonio” dell’Unesco, cioè di tutta l’umanità. Sta crollando. Evidentemente, non perchè ministro ci sia, in un certo momento, Bondi invece di Franceschini. Ma perchè l’incuria del sito risale a decenni e decenni. Per salvarla occorre una cosa che, solo a pronunciarla, lascia inorriditi i fautori del pensiero unico che sta distruggendo il convivere civile in Europa: SPESA PUBBLICA. Occorrono investimenti in un’opera immane di messa in sicurezza, un progetto di lunghissimo respiro. E’ una cosa del tutto ovvia. Ma, certamente, in molti  oltre ad indignarsi per le due parole “spesa pubblica”, osserverebbero che la spesa sarebbe impedita dalle regole dell’Ue. Ma, Pompei è patrimonio dell’Unesco. Ai tedeschi, che non hanno nemmeno mezzo monumento se non qualche vestigia proprio dell’antica Roma, occorrerebbe solo dire: ce ne strafottiamo delle regole stupide che state imponendo. Gli interventi su Pompei si fanno, perchè è patrimonio del Mondo e come tale non possono essere limitati da miope e sbagliate teorie economiche. Ma, questo lo potrebbe pensare e dire solo uno Stato il cui presidente del consiglio non pensi sia giusto presentare il JobsAct prima alla Merkel e solo dopo ai cittadini che si è messo in testa di governare…


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