Pochi giorni fa, a San Valentino, in occasione del terzo compleanno di LeggiOggi, scrivevo un editoriale dal titolo “Esiste ancora il Diritto in Italia? Ha ancora un senso dirci giuristi? Serviamo ancora a questa Italia che sembra avere smarrito la propria anima?“.

Le risposte sono state tantissime.

Ne scelgo solo una, quella di Davide Renieri: “La domanda è davvero interessante! Ieri è scomparso Freak Antoni. Al di là del personaggio che può piacere oppure no (a me piaceva), c’è una sua frase famosa che può dare risposta: ‘Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti’, titolo di un album. La risposta è questa. Non c’è gusto in Italia ad essere giuristi. Purtroppo e a malincuore è così (mi si strazia il cuore mentre lo scrivo, credetemi). I giuristi, i puristi, gli intelligenti, i pignoli, eccetera, in questo momento fanno la parte dei violinisti sul Titanic, costretti in frac e papillon a star attenti a non stonare mentre la nave affonda. CORAGGIO!!!”


A distanza di pochi giorni vorrei tornare sull’argomento, per interrogarmi in modo particolare sulla Giustizia Amministrativa.

Esiste ancora la Giustizia Amministrativa in Italia? Ha ancora un senso dirci avvocati amministrativisti o giudici amministrativi? Che “gusto” c’è ad esserlo?

Aggiungo, con le parole di Davide Renieri, siamo anche noi “giuristi, puristi, intelligenti, pignoli… violinisti sul Titanic, costretti in frac e papillon a star attenti a non stonare mentre la nave affonda”?

Chiedo ai cittadini di rispondere: quante volte la giustizia amministrativa ha risolto i vostri problemi e vi ha fatto sentire più orgogliosi di essere italiani?

Chiedo agli imprenditori: quante volte la giustizia amministrativa è riuscita ad intervenire tempestivamente, riparando i danni causati da amministratori incompetenti o (peggio) corrotti?

Chiedo ai dirigenti ed ai funzionari in tutte le pubbliche amministrazioni d’Italia: quante volte la giustizia amministrativa vi ha dato un messaggio, un aiuto, un consiglio a meglio operare?

Chiedo ai politici per bene: quante volte la giustizia amministrativa è intervenuta per darvi tempestivamente man forte e vi ha fatto sentire meno soli?

Chiedo ai miei colleghi, avvocati amministrativisti: quante volte negli ultimi anni vi siete sentiti veramente utili, veramente decisivi, per realizzare un’Italia più giusta?

Chiedo ai giudici amministrativi tutti: perchè siamo arrivati a questo? Perchè abbiamo (tutti) smarrito la nostra anima? La crisi economica è una spiegazione sufficiente?

Chiedo ai politici a Roma: veramente questa Giustizia Amministrativa in crisi di identità vi fa (ancora) paura? Volete ridimensionarla? Ma non si è già ridimensionata da sola?


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14 COMMENTI

  1. Eccomi: madre italiana al servizio della pubblica amministrazione. In questi anni ho ricevuto , unitamente alla mia famiglia, soprusi e abusi inenarrabili. Nel momento in cui ho deciso di dire basta e , piena di fiducia nella giustizia amministrativa, ho cercato di far valere i miei diritti, comprovandoli indiscutibilmente, sono stata malamente liquidata con un’ ordinanza che , nella sostanza, dice che io e i miei diritti non valiamo nulla in confronto al potere della p.a. .Non mi si danno spiegazioni e tutte le mie motivazioni, comprovate da documenti UFFICIALI, sono state snobbate con un indifferenza e un’alterigia tali da rasentare il ridicolo. Perdonate lo sfogo di una donna che non è più certa di essere felice di rappresentare lo Stato Italiano.

  2. La giustizia amministrativa non esiste per il cittadino ma e solo al servizio della p.a

  3. SPERO CHE I TAR VENGANO ABOLITI E IL CONSIGLIO DI STATO VENGA ACCORPATO ALL, AVVOCATURA DELLO STATO. E un organo di consulenza giuridica amministrativa e di tutela nell’ amministrazione TUTELA Nell’ aministrazione forte con i ricorrenti

  4. Il consiglio di stato e in organo e un organo di consulenza giuridica-amministrativa e di tutela nell amministrazione ,non per i ricorrenti il cds e debole con la PA e forte con i cittadini

  5. NON ESISTE PER I SEGUENTI MOTIVI:
    DATO CHE IL NOSTRO SISTEMA LEGISLATIVO NON PREVEDE IL RISCONTRO DEL LORO OPERATO E EVENTUALI SANZIONI IN CASO DI NEGLIGENZA ESSI
    RISULTANO ESSERE IMPREPARATI E INDIFFERENTI SUPERFICIALI
    CONSEGUENZE :
    LE LORO SENTENZE PREGIUDICANO:
    – IL REALE DIRITTO DEL CITTADINO PERCHE’ PRIVATO DEL GODIMENTO DEL SUO DIRITTO PER TUTTO L’INTERMINABILE ITER DEI PROCESSI
    – LA SITUAZIONE FINANZIARIA PER L’ ACCESSO A RICORSI INTERMINABILI CON SENTENZE DI VARIO GRADO E SPESSO CONTRADDITTORIE
    – IL DECORSO INTERMINABILE DEI RICORSI PROLIFERA SPESE DI ISTRUTTORIA,
    E DI LAVORAZIONE DEI FASCICOLI CHE COSTITUISCE PER IL 60% LA SPESA PUBBLICA CHE GRAVA SU TUTTA LA COLLETTIVITA’.
    GIUDICI(CASTA CHE CI COSTA E GRAVA SU TUTTE LE TASCHE DEI CITTADINI )
    CHE NE PENSANO I POLITICI NONCHè I GOVERNANTI ????
    STOP ANCHE ALLA FORMAZIONE DI UN’ALTRA CASTA : GLI AVVOCATI CHE SBAGLIANO, MA NON DEBBO RENDERE CONTO AL CLIENTE.
    COME VEDETE NON SEMBRA DI ESSERE IN UNA REPUBBLICA COSTITUZIONALE.!!!
    LA LEGGE NON è UGUALE PER TUTTI. RITA

  6. Credo che la Giustizia Amministrativa soffra sia dei mali che attanagliano sia la giustizia in generale (ma quella amministrativa meno di quelle civile e penale) sia di quellli che colpiscono la pubblica amministrazione.
    In particolare, riguardo quest’ultima, c’è una evdiente ipertrofia normativa, un esagerato formalismo, una abnorme crescita dei centri di riferimento (Stato, Regioni, Enti locali, Autorità che non fanno che crescere di numero e di invadenza, Enti d’ogni tipo che emanano uno smisurato oceano di norme di infimo dettaglio, eccetera). Insomma, è stato creato una sorta di mostro invasivo ed ipertrofico (e costoso !) che avviluppa come un cappio qualunque attività. A cominciare da quella dei burocrati. Questa situazione crea l’humus ideale per la crescita dei fenomeni corruttivi (che non si combattono con altra burocrazia !), per lo sviluppo di un crescente contenzioso, per l’incertezza sovrana che – comunque – attanaglia anche le persone oneste. Le quali, purtroppo, vengono addirittura angosciate da una situazione ingovernabile, nella quale quasi non si capisce più nulla. E’ quindi impossibile che la giustizia amministrativa possa attraversare incolume il campo minato creato da questa situazione. Anche per i motivi di incompatibilità e scorrettezza che, comunque, secondo me sono certamente limitati. Occorrerebbe quindi affrontare questi ultimi, ma porre mano – seriamente – ad un quadro generale degenerato in modo impressionante.

  7. la giustizia amministrativa è morta poiché sostanzialmente il campo di gioco della stessa è stata invasa da altri attori che non hanno nulla a che vedere con la stessa. Mi spiego meglio, materia della giustizia amministrativa è la verifica degli atti amministrativi, ma oramai il campo è invaso da Organi quali le Prefetture, le Procure, l’Autorità di Vigilanza sui contratti Pubblici servizi e Forniture che sono organi deputati a tali verifiche ma bensì si inseriscono nei procedimenti danneggiando in modo continuo l’attività delle amministrazione …che per non essere sottoposte a tali “invasioni” preferiscono paralizzare tutta l’attività. Ma come fa un Prefetto a scrivere in una nota: “Ci è pervenuta notizia di reato attinente ad atti illeciti o illegittimi prego chiarire…..” c’è una bella differenza tra atto illegittimo e illecito o no? e non tutti gli atti illegittimi (che si può rilevare solo in sede amministrativa) può comportare l’illeicità e quindi sfociare nel penale…c’è una sovvrapposizione di Organi dello Stato in campi che dovrebbero essere di esclusiva competenza del Tar e/o Consiglio di stato. Questa è la Repubblica delle _Banane

  8. Sono un giovane( anzi giovanissimo!) avvocato, da poco affacciatosi al mondo della giustizia amministrativa!
    Proprio oggi, commentando una sentenza, riflettevo sui rapporti esistenti tra il diritto (inteso quale atto finale del potere legislativo) e Giudicante; mai come in questi anni il rapporto tra i due è inversamente proporzionale : più diminuisce la capacità e la puntualità del legislatore nel normare, più il potere di controllo del Giudice è costretto ad aumentare, per correggere, aggiustare, limitare i danni.
    Oggi, più che mai,in cui il cittadino, lavoratore, padre di famiglia, impreditore fa i conti con le incessanti nefandezze e le sciatterie del potere politico, la figura dell’operatore del diritto amministrativo assurge al ruolo fondamentale di sentinella.
    D’altronde il diritto amministrativo concerne la parte più importante dell’uomo- cittadino,disciplina i rapporti tra cives e res publica, è lo strumento più importante contro lo Stato Leviatano. Occorre che ognuno prenda maggiore consapevolezza del ruolo sociale che è chiamato a svolgere nell’ambito pubblico, amministrativo.
    E sarà per l’ottimismo che caratterizza la mia giovane età, o forse perchè penso che, come ogni cosa, anche la giustizia amministrativa è fatta da uomini – che ci mettono dentro i propri vizi, ma anche le proprie virtù- qualche bella sentenza dei Tribunali amministrativi la voglio ricordare: illegittimità della chiusura dei punti nascita, la bocciatura del NO a Stamina, i pit-stop a impianti a biogas e biomasse, la tutela della pluralità religiosa, la chiarezza sui test di medicina ecc…
    …e grazie Avv/Direttore per gli spunti di riflessione giuridica che ci offri!

  9. Da più funzionari pubblici ho ottenuto di fronte alla mia contestazione in dinieghi verbali demenziali, (contano molto sul risultato finale di qualsiasi domanda o domandina di autorizzazione),si rivolga al TAR.Io immagino immediatamente di mettere sul tavolo €. 10.000 per ottenere il risultato tra 10 anni.Evidentemente vivo uno stato di frustrazione inimmaginabile.
    GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA UGUALE MANO LUNGA DEI BUROCRATI CORROTTI O INCAPACI DI GESTIRE IL PROPRIO RUOLO. non per volontà dei giudici, ma per la furbizia dei burocrati.Il ricorso al TAR per principio lo possono fare chi ha i soldi per togliersi uno sfizio.
    Come affrontare il problema? OFFRIRE L’ OPPORTUNITA’ AD OGNI CITTADINO DI AVERE UNO SPAZIO TECNICO SPECIALIZZATO GRATUITO,ANCHE PER @, CHE LO POSSA ORIENTARE E CHE POSSA INTERVENIRE IN CASO DI CONTENZIOSO, METTENDO GLI ONERI CONSEGUENTI A CARICO DEL BUROCRATE DELLA PERSONA (NON ENTE) CHE HA LA SENTENZA NEGATIVA. RITENGO CHE IL FILTRO DEBBA ESSERE IL COMUNE, CON UNA COMMISSIONE TECNICA.

  10. Come cittadino sono, purtroppo, in soddisfatto della giustizia amministrativa in Italia: mi e’ stata fissata l’udienza (la prima) per la discussione di un ricorso a distanza di quattro anni esatti dalla sua presentazione e dopo ben sei istanze di prelievo!

    Come dirigente pubblico, non sono così sicuro che il cittadino sia sempre sacrificato di fronte alla p.a.: piuttosto la p.a. (e quindi i CITTADINI TUTTI), subiscono le cattive conseguenze di imperfezioni e mancanze legislative oltre che i ritardi di una giustizia amministrativa a volte devastante per le casse e gli interessi pubblici, oltre che dei privati.

    Come avvocato, spero che i mali della giustizia, anche quella amministrativa, vengano presto risolti, non solo per ovvie ragioni relative al fine per cui la stessa risulta istituita (rendere giustizia ai cittadini e tutela dei diritti ed interessi previsti dalla Costituzione e dalla legge), e anche per questioni economiche (lo sviluppo ed il progresso economico dipendono moltissimo dall’efficienza ed efficacia del sistema giudiziario), ma anche perché la cultura giuridica e’ quella che secondo me più ci eleva rispetto ad altri popoli e nazioni e comunque mi rende felice ed orgoglioso degli studi che ho intrapreso e continuo a praticare.

    Con viva cordialità e ringraziamento per quanto gratuitamente si può leggere sul suo sito.

    Francesco G.

  11. Per Giuseppe.

    Forse conosce poco il mondo della G.A. perchè altrimenti saprebbe che nel giudizio amministrativo vi è quasi sempre una parte debole che si chiama cittadino, il quale, nella maggioranza dei casi, si vede rigettare il ricorso proposto contro la PA.

    Forse non sa che il 95-97% dei ricorsi presentati dai cittadini davanti al CdS attraverso il rimedio del ricorso straordinario al PdR sono rigettati e ciò significa, un metodico, disconoscimento di un diritto o tutela di un interesse legittimo.

    In sede giurisdizionale i parametri sono un pò meno drastici, ma qualche hanno fa, un Avvocato Amministrativista di Roma, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma perchè il 95% dei ricorsi presentati contro il Ministro della Difesa venivano rigettati! dal TAR Lazio.

    Poi per quanto a celerità lasciamo stare, vi sono casi in cui le decisioni sono prese a distanza di decenni dalla presentazione dei ricorsi!!!

    Dunque….

  12. Viviamo in un’Italia in cui la quasi totalità dei politici è composta da corrotti e corruttori, concussi e concussori.
    Forse a tali politici la giustizia amministrava fa più paura di quella penale.
    Data la lentezza dei processi penali, molto spesso i reati commessi non trovano la giusta punizione per la decorrenza dei termini di prescrizione.
    Invece, molto spesso in sede amministrativa gli illeciti amministrativi vengono riconosciuti e comminata la sanzione appropriata.
    Sarà forse questo uno dei motivi per cui vogliono eliminare la giustizia amministarativa ???

  13. Condivido pienamente il pensiero, specialmente nella parte in cui si osserva dell’utilità e delle capacità della G.A. .

    Purtroppo oggi la G.A. si è screditata da sola, in particolari modo per la presenza interna di conflitti di interessi sempre più evidenti e che non sono più da considerare isolati.

    Il timone del vascello, per usare un’eufemismo marinaro, deve essere tenuto dritto su efficenza, trasparenza e equidistanza dalle stanze del potere.

    Non è possibile avere al Consiglio di Stato (Organo di II grado della G.A.) presidenti di sezione che sono a fasi alterne, anche ministri del tale Governo o sottosegretari o manutengoli di questo o quel dicastero.

    Non deve esser più possibile, per esempio (perché i giudici del CdS fuori ruolo a doppio senso sono oltre 14) ad un Frattini di entrare e uscire della I Sez. quella che si occupa dei contenziosi del M.A.E. (Ministero degli Affari Esteri di cui è stato ministro), oppure ad un Catricalà e Patroni Griffi di essere oggi ministri e sottosegretari e domani presidenti di sezione del CdS.

    Un discorso, ancora più sconcertante e da trattare autonomamente, è quello della sez. pareri del CdS dove assistiamo ad un conflitto per oggettiva mancanza di terzietà a causa della presenza di un Nicolò Pollari, ex generale della GdFG che è chiamato a decidere su pareri dei suoi ex sottoposti (almeno gerarchici) o un altro generale, questa volta dell’Arma, Elio Toscano, già vice-Comandante dell’Arma, che viene a essere interessato come relatore per pareri su suoi ex dipendenti e su normativa da approvare ed a cui lo stesso può essere interessato come parte!

    Su un sito ho letto che in Europa solo due nazioni hanno un sistema di G.A. che presenta gravi falle di terzietà e indipendenza, l’Olanda e poi l’Italia!

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