Novità sul fronte dello scudo fiscale. L’Agenzia delle Entrate ha diramato indicazioni fresche nella disciplina sul redditometro, specificando nuove modalità di difesa dagli accertamenti fiscali.

La direttiva in questione è all’archivio come la 14/2014, prende in esame le varie modalità di protezione contro lo sguardo indagatore delle Entrate, mettendo in chiaro che lo scudo fiscale rimane valido anche dopo i 30 giorni canonici concessi, che, a questo punto, rimangono come termine essenzialmente di tipo ordinatorio.

Nello specifico, la direttiva sancisce che, per il contribuente che abbia aderito al principio dello scudo, e abbia presentato la dichiarazione di emersione solo dopo la notifica di controllo, si stabilisce che il termine di 30 giorni non vada inteso in senso restrittivo.


Ciò, comunque, non toglie che le Entrate si riservino la facoltà di certificare se il denaro riemerso sia stato utilizzato per gli aumenti patrimoniali, rendendo, di fatto, consigliato il ricorso alle cambiali bancarie, per quanto la precedente circolare 43 abbia stabilito come la preclusione funzioni in maniera automatica.

Altro argomento toccato dalla direttiva dell’Agenzia delle Entrate è quello della concessione di beni gratuiti ai soci, la quale, nelle indicazioni dell’ente guidato da Attilio Befera, non escludono dalla disponibilità nei riguardi del proprietario.

Quindi, le Entrate trattano anche l’argomento degli aiuti dei famigliari: in questo senso, l’Agenzia invita a verificare se l’aiuto provenga da un familiare convivente, il che dovrebbe essere sufficiente a dimostrare che il reddito è abbastanza capiente. Differentemente, se il sussidio proviene da un esponente terzo dal nucleo, viene richiesta la traccia dell’ammontare sottoposto ad accertamento.

 


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