Sembra davvero tutto pronto: a due anni dalla sua presentazione, il ddl delega fiscale numero 1058 è a un passo dall’approvazione definitiva. La conferma è arrivata ieri, dalla Commissione Finanze della Camera, con la scadenza della presentazione degli emendamenti al testo.

Alla fine del termine per le eventuali modifiche,infatti, è stata confermata la linea già intrapresa al Senato, dove le due Commissioni economiche hanno lavorato gomito a gomito, per scongiurare ulteriori modifiche e il conseguente, successivo passaggio parlamentare.

Così, insomma, alla Camera dovrebbe segnarsi la conclusione del lungo iter parlamentare del disegno di legge, presentato nel 2012 dal governo tecnico di Mario Monti, poi finito a più riprese nel dimenticatoio. Sul felice esito del provvedimento a Montecitorio, però, c’è il punto interrogativo del grande ingorgo di decreti in scadenza da qui a marzo, che potrebbe bloccare ancora una volta il provvedimento nei cassetti della Commissione Bilancio.


Sono diversi, infatti, i testi che devono essere convertiti in fretta dalle Camere, talvolta anche tramite un doppio passaggio, per gli emendamenti presentati anche in extremis, che dovrebbero congelare il lavoro di Senato e Camera nelle prossime settimane. Se, poi, a ciò si somma anche l’insediamento del nuovo governo, tra voti di fiducia, dichiarazioni del presidente del consiglio e arretrati parlamentari, allora si può facilmente capire come, purché a un passo dall’ok definitivo, la delega fiscale non sia in vetta alle priorità delle aule parlamentari.

All’interno del disegno di legge, si ricorderà, è presente anche una attesissima riforma come la nuova legge sul catasto, che dovrebbe ridefinire i canoni di calcolo degli immobili, su cui verrebbe a basarsi la tassazione immobiliare e la nuova Tasi in particolare. Dunque, una riforma di grande rilevanza, che può cambiare l’impatto della nuova tassa che sostituisce l’Imu abolita su prime case e terreni agricoli.

Tra le altre misure presenti nel ddl, poi, da segnalare la nuova tracciabilità dei pagamenti e nella fatturazione elettronica, così come i nuovi margini per il calcolo del regime dei minimi.

Vai al testo della delega fiscale


CONDIVIDI
Articolo precedentePer l’UE non c’è violazione del diritto d’autore per chi linka su altri siti ma In Italia c’è l’AGCOM
Articolo successivoLa riforma della PA di Renzi

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here