Il governo Letta è al capolinea, il governo Renzi sta per nascere. L’atteso intervento di Matteo Renzi in direzione nazionale del Partito democratico, questo pomeriggio, ha ufficialmente aperto la crisi, cui il premier dovrebbe porre fine nelle prossime ore, rassegnando le dimissioni.

L’arrivo di Enrico Letta al Quirinale per rimettere il mandato di presidente del Consiglio è atteso già nelle prossime ore, dopo che la relazione del segretario Renzi ha, di fatto, posto la parola fine all’esperienza di governo dell’ex numero due di Pier Luigi Bersani.

“Ringrazio Enrico Letta –  ha detto il sindaco di Firenze – ma ora è il momento di una fase nuova, con un nuovo governo in grado di arrivare al 2018″.


Citando il famoso film “L’attimo fuggente”, Renzi ha cercato di spiegare la sua scelta con la metafora “Mi trovai nel bosco con due strade davanti, scelsi quella meno battuta”. Queste parole, nel suo pensiero, dovrebbero giustificare una scelta che, su internet e nel Paese, non è stata accolta con favore dall’elettorato e che, a soli due mesi dalle primarie del partito democratico, si trova un segretario pronto a disarcionare un premier certamente in difficoltà, ma che nessuno si attendeva avrebbe potuto essere messo alla finestra in così breve tempo.

Ora, dunque, è solo questione di tempo: il presidente del Consiglio ha annullato la visita in programma a Londra per i prossimi giorni, lasciando presagire il passaggio di testimone con lo stesso Renzi, che ha già incontrato, nei giorni scorsi, il capo dello Stato, forse per sondare la reciproca disponibilità ad avviare un governo guidato proprio dal leader Pd.

Si chiude, così, bruscamente l’era di Enrico Letta a palazzo Chigi e inizia nella maniera più inattesa quella di Matteo Renzi, che, non più tardi di qualche settimana fa, rivendicava la propria legittimità di guida del Partito democratico in quanto votato da 3 milioni di persone e attaccava la scelta delle larghe intese.

Ora, naturalmente, quella spinta del mandato popolare viene improvvisamente meno e Renzi è il primo a essere consapevole di aver messo in gioco la propria credibilità in qualità di leader politico.

Certo, resta il fatto che, nel nostro Paese, negli ultimi ventidue anni, dal 1992, sono stati eletti otto premier – Renzi sarebbe il nono – di cui due soltanto, Prodi e Berlusconi, a seguito della vittoria alle elezioni.

Leggi la storia delle scelte masochiste della sinistra negli ultimi vent’anni


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