Si ingarbuglia il piano di assunzioni previste dal ministero della pubblica istruzione per i prossimi tre anni. Il responsabile del Miur Maria Chiara Carrozza si è rivolto ai colleghi dell’Economia e della Funzione Pubblica per risolvere alcune incongruenze sui conti, dal potenziale distruttivo per l’ambizioso piano di immissione in ruolo di 82mila docenti fino al 2016.

Insomma, la richiesta del ministro Carrozza riguarda essenzialmente un confronto per far quadrare i conti del programma di inserimenti previsto dal decreto 104, da prendere in esame con le controparti guidate da Saccomanni e D’Alia. Un tavolo da cui i sindacati non potranno, comunque, essere esclusi: vediamo perché.

Unico obiettivo per non interrompere sul nascere l’iter di immissione in ruolo, atteso da decine di migliaia di docenti iscritti alle graduatorie o usciti dal concorsone di Francesco Profumo del 2012, trovare una soluzione che scongiuri ulteriori esborsi di denaro alle casse pubbliche, le quali, in materia, rappresentano il bene da salvaguardare.


Così, sembra ormai scontato che verranno presi provvedimenti per cambiare il meccanismo del sistema dei gradoni, così come previsti dal 2011 in occasione dell’ultima ondata di inserimenti in cattedra. L’idea alla base sembra essere quella di portare i due gradoni rimasti – attualmente, il primo scatta al terzo anno, il secondo al nono – con uno soltanto, che prende forma l’ottavo anno di servizio.

Sicuramente, questo primo intervento dovrebbe assicurare l’entrata in ruolo del primo contingente per il 2014, per l’esattezza i primi 18.546, specificamente 14.229 insegnanti e 4.317 amministrativi. Questi, complessivamente, dovrebbero entrare in ruolo, al più tardi, il prossimo primo settembre.

Meno fosche le previsioni del ministro Carrozza per gli ingressi lavorativi nel mondo della scuola dei prossimi due anni, che dovrebbero essere coperte dal normale programma di avvicendamento tra uscite e nuovi entranti. Nello specifico, si tratta di 41.272 ingressi, suddivisi in 27.872 insegnanti e 13.400 dipendenti amministrativi; chiudono il cerchio i 22.237 docenti di sostegno previsti in ruolo tra il 2014 e il 2016, a seguito del recente allargamento delle schiere previste per questa categoria specifica di docenti.

Insomma, all’orizzonte si inizia a intravedere la possibilità di nuove trattative sindacali per arrivare alla stipula di un nuovo contratto, che possa assorbire le risorse richieste per immettere al posto di lavoro tutti gli oltre 80mila futuri lavoratori della scuola.

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