Via libera del Senato alla delega fiscale. Il disegno di legge con il quale il Governo verrà incaricato di riscrivere alcuni tratti fondamentali del sistema tributario italiano è stato approvato il 4 febbraio scorso da Palazzo Madama con 167 sì, 12 no e 50 astenuti. Hanno votato a favore i partiti della maggioranza (Pd, Scelta civica, popolari, Ncd) e Forza Italia, contro la Lega, e si sono astenuti Sel e M5S. Il provvedimento, licenziato in seconda lettura dal Senato, torna ora alla Camera per il via libera definitivo > Vai al testo del d.d.l. S-1058 approvato

Ora alla Camera per ok definitivo
Il disegno di legge, che ora torna alla Camera per l’ok definito (dopo un tentativo andato a vuoto nella passata legislatura) punta a semplificare il fisco italiano, a partire dalla generalizzazione del meccanismo di compensazione tra crediti d’imposta e debiti tributari. In arrivo anche la revisione del catasto e un rafforzamento della lotta all’evasione, grazie ai metodi di pagamento tracciabili e alla fatturazione elettronica. È previsto inoltre che le maggiori entrate derivanti dal contrasto dell’evasione (al netto delle risorse necessarie all’equilibrio di bilancio) siano destinate alla riduzione della pressione fiscale. Circoscritto il divieto di abuso del diritto, con l’obiettivo di deflazionare il contenzioso. Rivista l’imposizione sui redditi di impresa.

La riforma del catasto
Parte integrante della riforma è anche la delega al Governo per la revisione del catasto dei fabbricati. A ciascuna unità immobiliare viene attribuito un valore patrimoniale, la cui unità di consistenza è il metro quadrato e non più il numero dei vani, e una rendita media, da stabilire con un calcolo che esprima la relazione tra i redditi da locazione medi, la localizzazione e le caratteristiche dei beni per ciascuna destinazione catastale ed ambito territoriale. Per le rilevazioni, l’Agenzia delle entrate potrà impiegare, mediante apposite convenzioni, tecnici indicati dagli ordini professionali. La revisione dovrà garantire anche l’invarianza del gettito delle singole imposte correlate alle stime di valori patrimoniali e rendite, per evitare in pratica un aggravio del carico fiscale, con particolare riferimento alle imposte sui trasferimenti e all’Imu.


La modifica sui giochi
In Aula non sono state approvati ritocchi rispetto al testo messo a punto dalla Commissione finanze del Senato, eccetto due modifiche all’articolo 14 sui giochi: una formale dei relatori e un’altra, a prima firma Riccardo Nencini (Psi), che sancisce il “divieto della pubblicità nelle trasmissioni radiofoniche e televisive, nel rispetto dei principi Ue sulla tutela dei minori, per i giochi con vincite in denaro che inducono comportamenti compulsivi”.

Marino (Pd): ora tempi rapidi per sì Camera e decreti attuativi
Il sì della Camera “nel più breve tempo possibile” sul d.d.l. con la delega fiscale viene auspicato da Mauro Maria Marino (Pd), presidente della commissione Finanze del Senato e co-relatore sul d.d.l. insieme a Salvatore Sciascia (Fi). Marino, insieme alla necessità di varare il provvedimento in tempi rapidi, sottolinea che nella Commissione finanze di Palazzo Madama “è già iniziata la ‘fase 2’ con le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul rapporto tra fisco e contribuente, che completerà e accompagnerà l’azione del Governo nel processo di attuazione della delega”.

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