Antonio Mastrapasqua si è dimesso da presidente Inps e, adesso, tutti si chiedono quali potranno essere le conseguenze dell’abbandono del  numero uno della previdenza in Italia.

A convincere il manager pubblico a lasciare il posto da presidente dell’Istituto nazionale, il caso mediatico e giudiziario esploso la scorsa settimana,rilanciato con forza su alcuni tra i maggiori quotidiani del Paese, in prima file Repubblica, il Fatto quotidiano Libero.

La campagna nei confronti di Mastrapasqua si è arricchita di tanti particolari negli ultimi giorni: iniziata dopo l’iscrizione del commercialista romano al registro degli indagati per truffa aggravata, si è chiusa con l’addio alla guida dell’ente previdenziale. Le accuse, nei suoi confronti, si riferiscono alle supposte cartelle cliniche truccate dell’ospedale israelitico, di cui Mastrapasqua era direttore generale, al fine di ottenere sostanziosi rimborsi sia da parte della Regione Lazio che dal Sistema sanitario nazionale.


Uno scandalo che ha permesso di rivelare tutte le mille facce di Mastrapasqua, occupato in ben 25 incarichi complessivi, ricoperti in contemporanea dall’ormai ex numero uno Inps, purché attualmente, ha assicurato il diretto interessato, ridotti a nove. Tra le altre cariche ricoperte da Mastrapasqua, ad esempio, la poltrona di vicepresidente di Equitalia, il ruolo di commissario del SuperInps e altri ruoli in realtà immobiliari o industriali. Il tutto, per un reddito annuo di un milione e 200mila euro. Ciò che colpisce, però, è l’assoluta mancanza di una norma che impedisca il ripetersi di questi fenomeni.

Quasi in parallelo alle dimissioni del manager Inps, la presidenza del Consiglio ha varato un ddl urgente per impedire l’accumulo di cariche per i manager pubblici, per coprire quel “buco clamoroso” sull’incompatibilità di incarichi negli enti statali.

Poche ore dopo, la notizia delle dimissioni di Mastrapasqua. Adesso, è già toto nomine per l’istituto pubblico più difficile da gestire, a maggior ragione dopo la fusione dello scorso anno con Inpdap ed Enpals.

Tra i possibili candidati, anche l’ex ministro del Welfare Elsa Fornero, che ha firmato la famosa legge sulle pensioni attualmente in vigore, che ha provocato non pochi grattacapi alla gestione della previdenza. Chiamato in causa, l’ex titolare del dicastero sul Lavoro ha seccamente smentito: “Io sono tornata ai miei studi, mi considero fortunata ad avere la possibilità di continuare la mia attività di studiosa, anche all’estero da dove si può guardare ai fatti italiani con più distanza ed equilibrio, dunque sono felice di quello che sto facendo”. La fedelissima di Mario Monti è poi tornata sull’esperienza di governo e, in particolare, sul progetto di riorganizzazione dell’ente, ancora rimasto sulla carta: “Un ridimensionamento dei poteri del presidente e un cda snello, fatto di pochi componenti, indipendenti, con una conoscenza della materia, per controbilanciare i poteri”

 

Tra i possibili successori di Mastrapasqua, restano in campo anche il ministro Giovannini – in una possible girandola di nomine che lo eliminerebbe, naturalmente, dal gabinetto di governo – oppure altri ex ministri, Tiziano Treu, Maurizio Sacconi, o, ancora il segretario Cisl Raffaele Bonanni. Già nel prossimo Consiglio dei ministri, la questione potrebbe essere affrontata.

 


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2 COMMENTI

  1. A CAVALLO ARABO NON SI GUARDA IN BOCCA
    I 500 milioni di euro che Letta ha rosicchiato all’ Emiro forse non basteranno a pagare tutte le liquidazioni del “dottor” Mastrapasqua. deughis

  2. Ormai è entrato nel comune modo di pensare, appena nominato un alto dirigente: chi è costui? Per il governo e le Autorità di controllo occorre lo scandalo e il danno. Questo “illustre ” signore ha dato e promesso, ha fatto piangere tanti poveri pensionati, disponendo per l’attivazione di attività di recupero di maggiori somme erogate e non richieste dai cittadini collocati in pensione; ha messo in atto procedure forcaiole del tipo Equitalia, non previste dalla legge e nessuno ha alzato un dito. Ora è caduto l’albero e tutti si sono affollati a farlo a pezzi. Giustissim ! ,però il danno è stato fatto e Lui, il gran bugiardo non pagherà niente. Intanto la Corte dei Conti che ha un suo delegato all’interno dell’Istituto, dorme sonni tranquilli e non vede e non sente. Si è scossa, almeno ora che la bufera si è abbattuta su tutte le scrivanie ?

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