Il 14 gennaio 2014 il Garante della Privacy è intervenuto sul caso dell’ (ex) Ministro Nunzia de Girolamo.

Il Garante ha evidenziato che non rientra nei propri compiti valutare la rilevanza penale delle intercettazioni di conversazioni private e della loro diffusione attraverso organi di stampa; allo stesso non spetta neanche il compito di valutare la rilevanza, la liceità e l’ammissibilità delle prove prodotte in giudizio (civile o penale che sia), anche qualora contengano dati personali. Inoltre, è il Giudice Penale – e non il Garante – il soggetto deputato a decidere sull’illiceità della pubblicazione di trascrizioni di un’intercettazione (che in ipotesi potrebbe configurare i reati di rivelazione di segreti d’ufficio ai sensi dell’art. 326 c.p. o di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale ex art. 684 c.p.). L’Autorità suddetta ha, invece, il compito di vigilare sul rispetto del principio di essenzialità dell’informazione, quale presupposto fondamentale del corretto bilanciamento tra dignità della persona e diritto di cronaca.

Ancora un caso di accesso abusivo a sistema informatico.


Questa volta un dirigente che, il giorno stesso del suo allontanamento, accede al data base aziendale per fare copia di documenti che gli erano già stati consegnati pochi mesi prima. Evidentemente in casi come questi si intersecano profili tecnici strettamente legali alla corretta acquisizione della prova informatica, di diritto penale delle nuove tecnologie e aspetti squisitamente civilistici.

Da settembre 2013 a gennaio 2014 Cristiano Ronaldo è passato da 65 milioni a 75 milioni di fans su Facebook.

Personaggi pubblici come lui possono contare su un numero sterminato di contatti e di pagine…fake, ossia di pagine in cui un utente apre una pagina a nome del vip di turno e chiaramente senza autorizzazione. Un fenomeno che si pone, ovviamente, in violazione delle policy di Facebook ed in generale degli altri social network che stanno prendendo piede, ad esempio Instagram, Pinterest e naturalmente Twitter. Negli ultimi due anni HTLaw ha assistito, in collaborazione con una nota agenzia di comunicazione, dieci calciatori del campionato italiano (e tra questi due campioni del Mondo 2006) al fine di tutelare la loro immagine sui Social Network.

 


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