Non esiste la parola fine se si tratta della tassa sulle sigarette elettroniche. Proprio quando sembrava ormai deciso che, dal primo gennaio, su tutti i prodotti relativi agli svapatori andasse applicata la maxi accisa, è arrivata, appena una settimana fa, la sentenza del Tar del Lazio che bloccava tutto. Rimaneva, però, il dubbio sull’atteggiamento che avrebbe assunto la politica su questa inattesa svolta.

Ora, a recepimento del giudizio in sede amministrativa, la Lega Nord ha introdotto un emendamento al decreto Milleproroghe che, in sostanza, annulla l’applicazione della tassa, ma solo fino al prossimo giugno.

Per l’esattezza, dunque, la tassa al 58,5% prevista entrerà in vigore al primo giugno prossimo, anche se è lecito chiedersi, visti i precedenti, se nel frattempo non interverranno altre modifiche.


Dalla scorsa estate, infatti, sono state almeno tre le giravolte sull’argomento, con il governo che ha cercato, non solo di aumentare il prelievo fiscale sui prodotti legati al fumo elettronico, ma anche di vietarne il consumo nei luoghi pubblici, equiparandole in tutto e per tutto alle classiche bionde, insomma.

A distanza di quasi sei mesi, però, la situazione è ancora al punto di partenza, con spinte in entrambe le direzioni che hanno generato, fino a ora, un nulla di fatto sul fronte delle norme e un feroce scontro tra rappresentanti degli esercenti e del governo, intenzionato a incrementare le entrate fiscali da questo articolo assai diffuso, soprattutto negli ultimi anni.

Ora, dunque, l’emendamento introdotto dalla Lega Nord prevede esplicitamente che “tabacchi lavorati nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo” vedano l’imposta al 58,5% ma solo a partire dal mese di giugno. Un tempo più che sufficiente a introdurre ulteriori correttivi su una materia finora sfuggita alle grinfie del fisco.

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4 COMMENTI

  1. La solita odissea. Giugno o prima tanto arriva di sicuro, così i soldi guadagnati dalla tassazione andranno sottratti ai 4000 posti di lavoro persi a causa delle chiusure dei negozi di sigaretta elettronica.

  2. Solo un governo CINICO come quello italiano può giocare così “sporco” con i suoi cittadini.
    E sì perché rimandare una tassazione assurda (58,50%) e tenere sulla graticola un intero
    settore commerciale (peraltro già moribondo per colpa dei politici) è puro cinismo.
    Ma possibile che a nessun partito viene in mente che una tassa così alta lo Stato non la incasserà mai? Ci vuole uno scienziato per capire che nel caso una simile tassa venisse confermata nessuno più potrebbe vendere le sigarette elettroniche in Italia?
    E’ questo che si vuole? Allora,cari politici, bando alla vigliaccheria e diteci chiaramente
    cosa volete dalla vita: volete soltanto riempire la vostra pancia (piena di inguardabile lardo) o volete dare anche a noi,POVERI DISGRAZIATI,qualcosa da mettere sotto i denti.
    Attendo risposta…

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