Si è aperto ufficialmente questa mattina l’anno giudiziario 2014, con le relazioni dei vertici del sistema di giustizia italiano, dal primo presidente della Cassazione al ministro della Giustizia.

Proprio Giorgio Santacroce ha presentato la relazione della Suprema Corte riguardo l’anno appena trascorso, con le importanti novità che si è portato appresso, soprattutto in tema di carceri e alternative alla detenzione.

“In attesa di riforma di sistema, non c’è altra via che l’indulto per ridurre subito il numero dei detenuti”. Questa, in sintesi, la posizione del primo presidente di Cassazione sul tema del sovraffollamento.


In aggiunta, Santacroce è intervenuto sul tema dello scontro infinito tra toghe e politica, esprimendosi in questi termini: “Lo stato di tensione tra magistratura e politica non accenna a spegnersi, e il suo persistere rappresenta una vera e propria spina nel cuore per noi magistrati”

Vai alla relazione completa della Cassazione

Di tono simile anche l’intervento del ministro della Giustizia Cancellieri, che si è soffermata sulle cifre della giustizia italiana, ricordando che  “Le presenze in carcere alla data del 21 gennaio, sono 61.619, a fronte delle quasi 70.000 raggiunte nel 2010, mentre i detenuti in custodia cautelare sono circa 7.000 in meno rispetto a tre anni fa. I detenuti in custodia cautelare sono circa 7.000 in meno rispetto a tre anni fa.”

Tema irrinunciabile, l’arretrato che zavorra i tempi di giudizio“E’ sotto gli occhi di tutti l’eccessivo carico di lavoro che affligge gli uffici giudiziari e sono noti i dati statistici e l’imponente massa di processi nel civile e nel penale. Alcuni segnali di inversione – ha però notato il Guardasigilli –  di tendenza cominciano però a manifestarsi grazie al lavoro intrapreso dai governi precedenti e proseguito dall’attuale”.

Ancora una volta, poi, la Cancellieri ha difeso la riforma della geografia giudiziaria, con la soppressione delle sedi distaccate e di centinaia di uffici di Giudici di Pace. Tema su cui, tra l’altro, proprio di recente la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum abrogativo“La distribuzione territoriale degli uffici giudiziari era ormai fonte di diseconomie organizzative e costi elevati. Averla modificata radicalmente, ridisegnandola secondo le mutate esigenze, garantirà significativi risparmi di spesa, maggiore produttività e, auspicabilmente, un recupero di credibilità capace di incidere fattivamente sulle relazioni economiche ed anche di attrarre nel nostro Paese investitori internazionali. La positiva valutazione della Corte Costituzionale ha confermato la coerenza complessiva dell’intervento”.

Vai al discorso completo di Anna Maria Cancellieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario


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2 COMMENTI

  1. SANTACROCE DI CORTA MEMORIA
    Quando fu concesso l’ultimo indulto tutti gli operatori del diritto (compresa l’ Associazione Nazionale Magistrati e quella dei Dirigenti delle Cancellerie) si lamentarono perché l’indulto senza amnistia crea la situazione paradossale che i processi (quelli non ancora definiti) debbano essere comunque celebrati per poi condonare l’eventuale pena. Perciò per gli Uffici Giudiziari (quelli salvi dalla scure governativa e dall’inerzia parlamentare) ci sarà un aggravio di lavoro ed un vortice di carte che faranno fatica a ritrovare il loro fascicolo. Ve lo posso dire perché io c’ero! deughis

  2. Credo che pochissimi italiani, abbiano seguito la celebrazione in diretta TV, sia per la poca importanza e sia soprattutto perché in coda davanti agli sportelli postali e bancari per pagare il resto di IMU, tares e altro. La noia è stata enorme, tant’è che qualche invitato, sicuramente giudice e toga di ermellino, vistosamente dormiva. Erano presenti pochissimi personaggi e certamente quelli che non ne hanno potuto fare a meno. Le parole e i concetti sono stati sempre gli stessi. I miglioramenti della Giustizia, vi sono, ma sono labili; le disfunzioni sono dovute alla politica che non fa scelte buone e non li accontenta nelle richieste. Non si è parlato dei danni che il popolo italiano paga giorno per giorno per errori giudiziari e per le infrazioni Europee, di giudici che fanno mille mestieri, di quelli che girano intorno alla corte dei politici, di quelli che corrono nelle funzioni stragiudiziali, di quelli che vanno a lavorare la mattina alle dieci e si fanno attendere da cittadini ed avvocati. Vi sono certamente quelli che in silenzio lavorano e producono e fanno il lavoro degli altri, ma questi non c’erano. Il riordino della giustizia si può fare, ma occorre una politica che a testa bassa, dopo avere ripulito la casa, rimetta i mobili al giusto posto e soprattutto vi metta qualcuno che tutte le mattine controlli se vi sono tutti, se producono e che qualità di produzione viene fatta. I soldi sono finiti, ma sono finiti per tutti.

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