Torna a parlare il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, dopo un silenzio di qualche settimana, a seguito delle novità sulle pensioni inserite nella legge di stabilità 2014. Questa volta, però, si tratta di parole attese da moltissimi lavoratori, che potrebbero aprire la strada all’attesa contro riforma Fornero: il ritiro anticipato dal lavoro.

Vediamo, nello specifico, di cosa si tratta. Ieri mattina, si è tenuta una conferenza nella sede Inail dove, al termine, il successore di Elsa Fornero si è lasciato andare parlando di pensioni, in particolare facendo riferimento a una non meglio precisata formula di prestito previdenziale.

Dichiarazioni che, legate all’ipotesi di una riduzione dei requisiti attualmente in vigore per andare in pensione, ha sin da subito alimentato la speranza per tantissimi lavoratori che, negli ultimi mesi, hanno visto allontanarsi l’agognata pensione, per effetto delle modifiche introdotte dalla riforma Fornero e il conseguente innalzamento dei minimi anagrafici – o contributivi – anche in relazione alla speranza di vita.


Nel pomeriggio, quindi, una nota del ministero ha specificato che le parole di Giovannini vanno intese come in relazione alla proposta circolata già nel mese di settembrequando venne annunciata una riforma importante sul fronte pensionistico, che, però, non venne mai attuata.

“Lo strumento allo studio – ha chiarito il ministero – è finalizzato a favorire la transizione, su base volontaria, dal lavoro alla pensione, fermi restando i requisiti dell’attuale normativa”.

In sostanza, il ministro avrebbe ripreso l’idea lanciata a inizio autunno, quando, cioè, si cercò, invano, di introdurre un sistema per accorciare i tempi di accesso alla tutela pensionistica, favorendo il turnover nel mercato del lavoro. “Questo strumento – prosegue la nota del ministero del Welfare – andrebbe incontro a persone e a imprese (come quelle di minori dimensioni) che attualmente non possono utilizzare gli strumenti previsti in materia dalla legislazione vigente”.

Così, non ci sarebbe, nelle intenzioni del ministro, una vera rivoluzione dei limiti posti dalla legge Fornero, ma la messa a punto di un nuovo meccanismo, che consentirebbe l’accesso su base volontaria, assicurando ai lavoratori un anticipo della pensione, forse tramite il coinvolgimento delle stesse imprese.

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4 COMMENTI

  1. Sono nato il 22/o5/1954 dopo 3 anni di cassa integrazione in deroga il 31 /12 /2o13 sono stato licenziato per soppressione del posto di lavoro A fine febbraio 2014 scade la disoccupazione Il primo marzo 2014 non ho più nulla Ho sempre lavorato e versato i contributi Sarei dovuto andare in pensione ad ottobre 2014 con 41 anni ( legge maroni ) ma grazie alla signora Fornero mi mancano 2 anni Perciò la pensione nel 2021 !!!!!!!!!!!! Penso che il suicidio sia l unica strada Almeno mia moglie prende la reversibilità

  2. la legge sulle pensioni della fornero a causato solo un caos per noi poveri cristi io mi ritrovo a 57 anni con 41 anni e piu di lavoro contribuito senza lavoro e con dei figli a casa senza lavoro non mi sarei mai aspetato dopo una vita di lavoro onesto di ritrovarmi cosi a dover dipendere da mia figlia che lavora all estero e davero umiliante sei giovane per andare in pensione e vecchio per lavorare ma i signori della politica dicono che la vita si e allungata si pero non sanno cosa vuol dire cominciare a lavorare da bambini senza fermarsi niente e ora ritrovarsi cosi guardando il piatto in cui mangi e pensare se domani riuscirai a magiare tu e la tua famiglia ormai si sta vivendo alla giornata e poi vedi questi signiri della politica che vanno in pensione cosi presto ma in che mondo vivono non si acorgono quanta gente si sta a togliersi la vita molte volte mi passa anche a me in testa almeno cosi daranno qualcosa della mia futura pensione alla mia famiglia che tristeza sperimo che renzi faccia qualcosa .

  3. Sono nato il 30.08.1954, ho iniziato ha lavorare molto presto all’età di 15 anni.Allora icontributi non venivano versati perché eravamo troppo giovani,pertanto cosa devo dire lavoro da circa 45 anni e continuo a correre dietro a queste leggi lavoro ancora è devo fare con la legge Fornero ancora 2 anni e mezzo…..

  4. Le interviste che rilascia il Ministro Giovannini sono come il passo del gambero 1 avanti e due indietro. I contenuti, in ogni caso, divergono dal programma di governo annunciato dall’on.le Letta all’atto della nomina a Presidente del Consiglio dei Ministri.
    Egli infatti ha parlato di correzione della riforma Fornero in materia pensionistica per tutti i lavoratori dipendenti, senza alcuna distinzione. Di fatto, però, le uniche novità riguardano i lavoratori privati misconoscendo l’affidamento ingenerato ma soprattutto le prerogative di diritto dei lavoratori del pubblico impiego nati tra il 1952 ed il 1957. Mi riferisco infatti a tutti coloro che, come me, hanno riscattato onerosamente gli anni relativi al corso di laurea che secondo la nuova normativa non fa più cumulo ai fini del conteggio degli anni utili per andare in pensione, mentre invece risultano ancora utili il servizio militare, la CIG ordinaria le giornate per la donazione del sangue ecc.
    Il ministro ebbene che chiarisca a tal proposito, ovvero disponga la restituzione di quanto versato per il riscatto del corso di laurea, facendo affidamento su una norma tutt’oggi in vigore. Agata Senfett

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