Il prossimo 24 gennaio sarà la prima data critica per i contribuenti italiani del 2014. Non solo perché, come noto, si dovrà versare la mini Imu 2013: entro lo stesso giorno, infatti, andrà saldato l’importo relativo alla Tares, la tassa sui rifiuti destinata a una rapida scomparsa, proprio come l’Imu.

Entrambe le tasse, infatti, avranno nel 24 gennaio 2014 anche la propria apparizione finale nell’orizzonte del fisco italiano: l’Imu su prime case e terreni agricoli, così come la Tares sui rifiuti, sono infatti destinate a scomparire, rimpiazzate dalle nuove Tasi e Tari, che andranno a comporre la Iuc, la nuova imposta unica comunale introdotta con la recente legge di stabiiltà.

Sarà la coincidenza temporale, o forse il ritardo del governo nelle indicazioni, fatto sta che, comunque, mini Imu e Tares condividono anche il grande caos a cui hanno costretto gli utenti, obbligandoli a calcoli impossibili per determinare gli importi, disagi in successione e assalti ai Caf e agli uffici proposti.


E’ proprio quello che sta accadendo anche con la tassa sui rifiuti: nelle città in cui la Tares non è stata ancora riscossa, dunque, la scadenza è proprio fissata nella solita data di venerdì 24 gennaio, ma in molte località siamo a un passo dal delirio.

La disposizione che rincara la Tares rispetto agli scorsi appuntamenti, deriva dalle previsioni del famoso decreto Salva Italia del governo Monti, che, per il 2013, aveva preparato un incremento di 30 centesimi al metro quadro per ogni abitazione coinvolta nel pagamento, il quale, secondo le stime, dovrebbe assicurare un miliardo di entrate in più per le casse pubbliche.

Secondo i conteggi su scala nazionale, i cittadini verseranno allo Stato 24 euro di maggiorazione Tares, che andranno ad aggiungersi a quelli previsti per la mini Imu, la quale, in base al valore definito dell’aliquota tra il 4 e il 6 per mille, non dovrebbe comunque superare i 120 euro.

Resta, anche per la Tares, la differenza per ogni Comune in cui viene applicata: ogni municipalità, infatti, ha scelto di comportarsi diversamente in relazione alla scadenza prefissata dello scorso 16 dicembre – cioè coincidente con la seconda rata originale Imu 2013 – e per questo ogni cittadino deve informarsi con il proprio Comune per conoscere con esattezza scadenza e importo.

In diverse città, poi, i Comuni si rendono protagonisti di un’ulteriore confusione, inviando, come accaduto a Roma, i modelli F24 prestampati con la data errata del 16 gennaio. Altrove, sono invece le società che si occupano della gestione dei rifiuti a lamentarsi con gli enti pubblici per i ritardi e le comunicazioni imprecise sulle modalità di pagamento.

Resta, comunque, valido anche per la Tares, così come per l’Imu, il principio secondo cui, qualora non si provveda all’intero versamento della Tares entro il 24 gennaio, le sanzioni e gli interessi non scatteranno immediatamente. 

SCOPRI COME CALCOLARE LA MINI IMU: TUTTI I PASSAGGI


CONDIVIDI
Articolo precedenteLicenziamenti, la legge Fornero finisce alla Corte costituzionale
Articolo successivoDurc, processo amministrativo e DAE: le novità dallo Studio

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here