Un comunicato di poche righe basterà a mettere a tacere le proteste di oltre 80mila lavoratori pubblici, tra insegnanti e personale Ata? Il governo, per mezzo di una nota scarna pubblicata sul proprio sito internet, ha smentito l’ipotesi di restituzione dei 150 euro in più in busta paga per i docenti della scuola pubblica.

La decisione dovrebbe mettere la parola fine all’impasse in cui l’esecutivo è caduto a partire da ieri, quando il responsabile Scuola e Welfare del Pd Davide Faraone, fedelissimo di Renzi, ha ufficializzato l’onere che stava per diventare ufficiale in capo a insegnanti e amministrativi.

Dopo la conferma era stato il ministro della pubblica istruzione Carrozza a scrivere con massima urgenza al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, il quale si era limitato a rispondere che si sarebbero prese in considerazione strade diverse qualora si fossero trovate le risorse su altri ambiti.
Al momento, non è dato sapere se questa è la soluzione prospettata nella riunione urgente tenuta stamane a Palazzo Chigi tra i due ministri litiganti, ma certamente non si può dire che il 2014 del governo di Enrico Letta sia partito sotto la migliore stella.


Sul piede di guerra, infatti, i sindacati erano già pronti a organizzare una data di sciopero generale dei lavori scolastici se la proposta di restituzione fosse passata in Parlamento. Ora, comunque, resta da vedere cosa potrà sostituirla nei conti del ministero del Tesoro, dopo la frettolosa smentita dell’esecutivo.

Ecco il comunicato del governo per esteso: 

Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti.

 

Lo si è deciso nel corso di una riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza.


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