Mediazione civile, continuano i chiarimenti del Ministero per favorire l’esercizio dell’istituto dopo il suo ritorno all’obbligatorietà stabilito con il decreto del Fare approvato a fine estate 2013.

Nel solco dei principi dettati dal testo che ripristina in vigore la mediazione obbligatoria per le controversie civili, le indicazioni ministeriali sono finalizzate a garantire l’efficacia e l’imparzialità dell’istituto, più volte al centro di focose polemiche tra i tantissimi professionisti forensi, e le altrettanto numerose figure lavorative emerse negli ultimi anni sulla scia dell’obbligatorietà, poi messa in discussione dalla famosa sentenza della Corte costituzionale.

Ora, dunque, con la mediazione tornata obbligatoria, ma con molti paletti, fino al 2016, data al cui termine verrà svolto un esame per misurare il reale impatto della conciliazione 2.0, arrivano le ultime istruzioni operative.


Innanzitutto, si cerca di chiarire le modalità di svolgimento di formazione e tirocini collegati, soprattutto ai fini della quota minima di aggiornamento richiesto ogni 24 mesi, e per la conferma degli aspiranti mediatori nelle liste ministeriali, anche nel periodo in cui, come detto, l’istituto era stato reso facoltativo dalla pronuncia della Consulta.

Quindi, sempre con riferimento alle ultime direttive del ministero della Giustizia, viene ribadita la necessità di poter garantire l’imparzialità degli enti deputati allo svolgimento della mediazione, esigenza che va di pari passo con la verifica, caso per caso, delle sedi fisiche in cui la mediazione viene effettivamente svolta, tematica di tutt’altro che facile risoluzione, dal momento che si tratta spesso di luoghi dove vengono svolte altre mansioni. Nello specifico, poi, la competenza territoriale riprende la circoscrizione del tribunale competente a livello territorialmente la domanda di mediazione andrà presentata all’ente accreditato nella sede principale o secondaria del giudice naturale.

Le ultime istruzioni del ministero hanno inoltre ribadito il costo di 40 euro più Iva per il primo incontro di avvicinamento tra le parti, che andranno pagate anche se il tentativo dovesse concludersi in un nulla di fatto. 

In aggiunta, la presenza degli avvocati viene ritenuta essenziale per le controversie che ricadano nelle categorie dove è prevista obbligatoriamente una prova di conciliazione, allo stesso modo in cui viene contemplata la possibilità di accedere a patrocinio gratuito per chi rientri nei requisiti previsti dalla legge. Assolutamente vietati, comunque, sconti  o prezzi di favore tra organismi e patrocinatori nei riguardi di solo una delle parti in causa. Ogni agevolazione, se concessa, andrà riconosciuta a tutti gli attori presenti al tavolo.

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3 COMMENTI

  1. Poche precisazioni:

    (a) solo i mediatori iscritti nell’elenco di un organismo sono tenuti all’aggiornamento e al tirocinio biennale;
    (b) anche gli avvocati mediatori sono tenuti all’aggiornamento e al tirocinio; il nuovo D.Lgs. 28/2010 (art. 16, c. 4) si limita a ricordare i requisiti di imparzialità, quando rinvia all’art. 55bis del codice deontologico forense;
    (c) i limiti imposti rispetto alla competenza territoriale e l’obbligo di assistenza legale sono derogabili dalle parti, su comune assenso, ove le stesse dichiarino di essere consapevoli della possibilità che il giudice non consideri esperito il tentativo di mediazione e che non provveda a omologare l’accordo. Resta comunque salva l’efficacia negoziale della procedura.

    Adesso, invece, qualche aspetto positivo su cui riflettere.
    La mediazione – obbligatoria o facoltativa – premia le persone che la utilizzano, per vari motivi:

    (1) una causa civile dura mediamente 3000 giorni, mentre una mediazione dura al massimo 90 giorni;
    (2) il rapporto Doing Business (della Banca Mondiale) ha rilevato che una causa civile costa circa il 30% del valore del conflitto, mentre una mediazione costa circa il 4%;
    (3) Il D.Lgs. 28/2010, art. 17, stabilisce che l’accordo di conciliazione è esente dall’imposta di bollo e da altre tasse, oltreché dall’imposta di registro fino a 50.000 euro, e che chi usa la mediazione ha diritto a un credito d’imposta.

    Conciliare conviene a tutti i cittadini e le imprese, quindi a tutto il Paese!

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