Un automobilista viene sanzionato dalla polizia municipale, mediante autovelox, per eccesso di velocità in un tratto di strada statale mentre circola a 110 km/h, con il limite a 90.
Inevitabile, a carico dell’autista, la sanzione amministrativa pecuniaria e quella accessoria, ovvero la decurtazione di due punti dalla patente.
L’automobilista ‘‘sanzionato’’, però, preso atto degli agenti verbalizzanti, decide di proporre immediato ricorso al Giudice di Pace competente – lamentando l’incompetenza degli agenti medesimi nell’elevare contravvenzioni lungo la strada statale (da lui percorsa).
Il Giudice di Pace invocato accoglie pienamente la difesa dell’automobilista – dichiarando illegittima la sanzione, per violazione dell’art. 142, comma ottavo, del codice della strada.
Il Comune interessato, affermando che ‘‘gli agenti espletato il loro dovere’’, decide di ricorrere, a sua volta, contro la sentenza.
Ebbene, a tale proposito, appare – da subito – più che doveroso porre l’attenzione sul contenuto delle norme di riferimento:
– l’art. 11 del codice della strada, terzo comma, rubricato ‘‘Servizi di polizia stradale’’, dispone che: <>;
– l’art. 12 del codice della strada, primo comma, rubricato ‘‘Espletamento dei servizi di polizia stradale’’, detta che: <<L’espletamento dei servizi di polizia stradale previsti dal codice spetta: a) in via principale alla specialità Polizia Stradale previsti della Polizia Stradale; b) alla Polizia di Stato; c) all’Arma dei Carabinieri; d) al Corpo della guardia di finanza; d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell’ambito del territorio di competenza; e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza (…);
Ed ancora:
– la Legge n. 65 del 1986, in via generale, attribuisce ai comuni le funzioni di polizia locale ed al sindaco, o all’assessore delegato, la direzione del servizio medesimo;
– la Legge n. 2248, all. F, del 1865, all’art. 1, dispone che: <>; all’art. 55 la medesima legge dispone che: <>;
– la Legge n. 65 del 1986, ‘‘Legge quadro sull’ordinamento della Polizia Municipale’’, all’art. 5, rubricato ‘‘Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale, di pubblica sicurezza’’, dispone quanto segue: <>.
A tal riguardo, si citano, inoltre, due ‘‘peculiari’’ pronunce della Corte di legittimità, le quali – in sostanza – giungono ad affermare che: ‘‘la polizia municipale ha competenza sul, solo, territorio del Comune (cc.dd. strade comunali), ex Legge n. 65 del 1986, ma non sulle autostrade e, dunque, neanche sulle strade extraurbane principali, che ai sensi degli artt. 175 e 176 del codice della strada risultano equipollenti alle prime (…)’’ (in tal senso: Cass. Civ., sent. n. 23813 del 2009; Cass. Civ., sent. n. 5771 del 2008).
Ogni strada sul territorio nazionale è, infatti, di proprietà di un determinato ente (Stato, Regione, Provincia, Comune), il quale è tenuto a classificare la sua rete secondo i criteri e le modalità dettate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (strada extraurbana o urbana, statale, regionale, provinciale o comunale) – salvo un, palese, ‘‘passaggio di proprietà fra enti proprietari delle strade’’, ex art. 4 del Reg. di esecuzione del Codice della Strada (D.P.R. 16-12-1992 N. 495).
Insomma, da una lineare disamina si deduce chiaramente che sulle strade di cd. <> l’attività di polizia stradale è conferita ex lege all’amministrazione centrale (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o dei lavori pubblici in primis, il quale si avvale della Polizia Stradale alla dipendenza del Ministero degli Interni, id est Polizia di Stato) e non agli Enti Locali.
A questo punto sorge la seguente riflessione: la polizia municipale può elevare contravvenzioni, a mezzo autovelox, sulle strade ex se patrimonio dello Stato (detenute oggi attraverso l’ANAS) o è totalmente incompetente, abusando di una attribuzione che non possiede ex art. 4 del Reg. testè citato?
Ed ancora: l’espletamento dell’attività di elevazione delle contravvenzioni per violazione delle norme sulla circolazione stradale, in particolar modo quelle elevate con il sistema di autovelox, rientrano nell’attività di polizia giudiziaria in senso stretto?
A quest’ultimo quesito verrebbe da rispondere ‘‘assolutamente ‘‘no’’ (!): considerato che con l’autovelox non si concretizza un atto di p.g. ovvero non si rileva una infrazione al codice della strada che costituisce reato.
E’ indubbio: sul punto si attende chiarezza.


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8 COMMENTI

  1. Sulla competenza territoriale probabilmente c’è poco da discutere…il problema è: nel caso di un photored non presidiato….chi accerta l’infrazione? La macchina da sola? Se non sbaglio tutti le forze dell’ordine possono elevare contravvenzione esclusivamente in flagranza di reato, quindi la macchina deve essere di supporto e prova di quanto rilevato dagli agenti, ma non può fare tutto da sola. Ci troviamo di fronte all’assurdo che la macchina riferisce a posteriori agli agenti “tale auto è passata col rosso” e loro prendono per buono quanto riferito dalla macchina. Ferma è la mia convinzione che photored e autovelox non presidiati siano un sopruso col solo scopo di far cassa!!

  2. Ho letto enon condivido che basta un limite, messo chi sa da chi, per scavalcare le regole sulla circolazione nazionale.
    I limiti di velocità sulle s.s. extra urbane era di 90 Km/h; invece adesso, anche sulle strade a scorrimento veloce ( strade che non attraversano centri urbani), stranamente appaiono limiti di velocità di 50 eo 70 Km/h.
    Ma allora!!!! cosa significa scorrimento veloce; forse “scorrimento veloce” serve a tranquilizzare il guidatore così che poi possa incorrere nelle sanzioni per limiti assurdi ed inammissibili?

  3. Non capisco da dove ricavi le assurdità riportate. Mi domando perchè non si citano le numerosissime cassazioni che affermano l’esatto opposto di quello che riporta l’articolo.
    Solo di una cosa devo dare atto: il punto di domanda alla fine. Peccato che per tutta la lunghezza dell’articolo vengono propinate solo “certezze”.
    Però dottoressa…. accipicchia che grinta… non è che ha preso una qualche sanzione… ingiusta?? (come si dice in Italia).
    p.s.:auguri di buon anno a Lei e a tutti i lettori.

  4. La risposta ai dubbi è tutta nella circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 6709 del 29.12.97, pubblicata sulla G.U. n. 38 del 16.2.98.

  5. L’articolo diffonde una serie di assurdità.
    La polizia municipale ha competenza su tutto il territorio comunale, a prescindere da chi sia il proprietario della strada.
    Una polizia statale allora non potrebbe sanzionare su una strada comunale ?
    In quale parte del CDS compare una simile tesi ?

  6. ma perché prima di sparare cavolate non si consulta non dico il codice della strada, ma un dizionario della lingua italiana? La polizia locale ha competenza su tutto il territorio comunale ( che non vuol dire le strade di proprietà del comune, vuol dire all’interno dei CONFINI del comune) ad accezione delle autostrade e delle strade extraurbale principali. Appunto. Cosa c’entra la proprietà della strada? Si vada a leggere cos’è una extraurbana principale (strada di scorrimento senza intersezioni a raso con almeno due corsie per senso di marcia fisicamente divise da spartitraffico)
    Se poi aggiungiamo la tonnellata di sentenze della Cassazione che spiegano bene il concesso, si evita ancora la confusione.
    Alla faccia della dottoressa in legge… Mio figlio in terza media, se vuole, glielo spiega

  7. “Gli organi di polizia municipale, nel territorio di competenza, sono abilitati a compiere legittimamente la loro attività di accertamento istituzionale nell’ambito dell’espletamento dei servizi di polizia stradale, senza che abbia rilievo la circostanza relativa alla tipologia della strada che attraversa lo stesso, e quindi ben possono effettuare accertamenti e contestazioni di violazioni di norme del codice della strada anche quando il tracciato su cui si verifica l’infrazione sia una strada statale al di fuori del centro abitato”
    Cass. Civ. 21523/2011.

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