Continuano le scremature alla Camera sugli emendamenti alla legge di stabilità 2014, dopo l’approvazione frettolosa del Senato e la necessità di sistemare un testo che, passato con la fiducia, non accontenta nessuno.

E’ iniziato ieri l’esame alla Camera agli emendamenti presentati la scorsa settimana, e, ora, sul tavolo della commissione Bilancio che li sta vagliando un a uno con l’appoggio della commissione Finanze, i faldoni iniziano a ridursi. Già ieri, sono stati dichiarati inammissibili oltre 1200 proposte di modifica sulle 3mila e passa presentate: un primo taglio che dovrebbe subire ulteriori aggiustamenti nelle prossime ore.

Nello specifico, degli emendamenti cassati, ne sono stati espunti 388 per estraneità di materia, 794 per carenza di e 40 per compensazione non idonea. Ora, però, viene il difficile: dei duemila ritocchi ancora possibili di inserimento nel testo da presentare in aula, la maggioranza dovrà trovare una sintesi esaustiva, senza appesantire il già complesso maxiemendamento fuoriuscito da palazzo Madama.


Resta, comunque, in bilico l’esame della legge di stabilità anche per via della fiducia a Enrico Letta che le Camere sono chiamate a esprimere – o a negare – domani, quando il governo approderà prima a Montecitorio e poi al Senato per la verifica richiesta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Due le incognite: la maggioranza al Senato, dove avrebbe numeri risicati a seguito della dipartita di Forza Italia dal blocco delle larghe intese, e l’atteggiamento del Pd dopo l’elezione di Matteo Renzi a segretario nazionale.

Fa ancora discutere, intanto, l’emendamento sugli stadi, la legge inserita dal governo nel passaggio della finanziaria al Senato, poi molto alleggerito nei suoi effetti, per via del pericolo cementificazione selvaggia lanciato da alcune associazioni. Ora, anche Legambiente ha deciso di scagliarsi contro la norma sugli impianti di manifestazione sportiva, in quanto viene prevista “la possibilità di realizzare gli impianti e ogni tipo di intervento edilizio superando, attraverso il passaggio alla Presidenza del Consiglio, qualsiasi parere contrario di chi è preposto alla «tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità”. Insomma, le pressioni per eliminare la legge dal pacchetto stabilità, sembrano ormai insostenibili per il governo, che potrebbe così cedere e fare marcia indietro, lasciando gli stadi ormai vetusti in tutta la penisola al loro ormai conclamato deterioramento.

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