Hanno suscitato scalpore, ieri, le immagini delle forze dell’ordine che, in formazione per contenere eventuali eccessi ai cortei indetti dal movimento dei Forconi, autotrasportatori e le altre sigle in sciopero, hanno deciso di togliere i caschi, forse in segno di adesione alla protesta dei cittadini.

E’ accaduto a Rho, come mostra il video qui sotto, e in altre località del Paese dove ieri si è tenuta la protesta. Dopo questo gesto di distensione con i manifestanti, gli agenti hanno in qualche caso “scortato” le persone scese in piazza, mentre la folla cantava: “Poliziotto uno di noi”.

Scene inaudite, che fanno riflettere oggi il mondo della politica e le organizzazioni di rappresentanza delle forze dell’ordine. Da una parte, c’è chi difende il gesto dei poliziotti come quello di liberi cittadini alle prese con una crisi economica strisciante che non fa sconti. Dall’altra, però, ci sono le posizioni ufficiali delle questure che sottolineano la totale lealtà alla divisa degli agenti e al normalità di un gesto erroneamente ritenuto straordinario.


“Togliersi il casco – scrive Felice Romano, segretario Siulpin segno di manifesta solidarietà e totale condivisione delle ragioni a base della protesta odierna… è un atto che per quanto simbolico dimostra che la misura è colma e che i palazzi, gli apparati, e la stessa politica sono lontani dai problemi reali dei cittadini e troppo indaffarati ai giochi di potere per la propria sopravvivenza e conservazione della casta»

Un comportamento ordinario collegato al venir meno dei problemi di ordine pubblico”, replica invece Vincenzo Ciarambino, vice questore di Genova. Dalla questura di Torino, teatro, ieri, degli scontri più accesi, si sparge una nota ancor più decisa: “Un gesto al quale non appare possibile riconnettere significati di condivisione delle istanze dei manifestanti”.


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  1. Non mi pare una manifestazione spontanea: troppo ben organizzata. E non credo alle tardive prese di distanza dgli incidenti

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