Come salvarsi dalla mini Imu? Secondo quanto trapela da Montecitorio, è pronto l’emendamento libera tutti. La soluzione, dovrebbe essere trovata in legge di stabilità 2014, la finanziaria che, proprio da questi giorni, è all’esame delle Commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio.

La chiave che potrebbe risolvere il pasticcio dell’Imu, con l’imposizione del conguaglio al 16 gennaio prossimo, quando debutterà oltretutto anche la nuova Iuc, potrebbe nascondersi in uno dei peggiori vizi italiani: il gioco.

E’ di qualche giorno fa, infatti, la presentazione dell’emendamento alla legge di stabilità da parte dei deputati Pd Luigi Bobba e Michele Anzaldi, finalizzato a calmierare le aliquote sui giochi e incassare, così, un gettito superiore alle previsioni.


Ora, sembra che le entrate favorite da questo provvedimento, se approvato, verranno girate ai Comuni, proprio a copertura del mancato gettito derivante dall’Imu. Così, dove avrebbero dovuto compensare in parte i contribuenti, per il 40% e in parte lo Stato, per la quota rimanente, potrebbero contribuire le concessionarie di giochi online, che potrebbero conoscere una modifica significativa alle aliquote.

Secondo le prime stime, infatti, l’allineamento delle aliquote sui giochi, che porterebbe a stabilizzarsi le percentuali oggi assegnate per il 3% alle lotterie online e per l11% al bingo, potrebbe generare un introito superiore di 800 milioni per il fisco. Risolvere lo squilibrio verso l’alto, magari spostando l’asticella comune delle aliquote sui giochi al 10%, porterebbe dunque a coprire esattamente il gap tra i fondi assicurati dal governo con il decreto Imu, 2,1 miliardi, e quelli necessari a eliminare tout court la seconda rata 2013, ossia 2,9 miliardi.

In definitiva, ci guadagnerebbero le lotterie dei monopoli di Stato, mentre a rimetterci sarebbero i concessionari del gioco online, negli ultimi anni al centro di un vero e proprio boom di utenti. L’idea non dispiace ai sindaci che proprio ieri, tramite il presidente Anci Piero Fassino, hanno incalzato il governo a fare retromarcia sul pagamento del conguaglio di inizio 2014: ora, dunque, sembra che la Camera abbia proprio a carta giusta in mano. Sempre che qualcuno, al tavolo, non stia bluffando.

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