Il ddl Delrio è entrato stamane alla Camera dei deputati, dove dovrebbe essere approvato, negli auspici del ministro che lo promuove, nell’acro di pochissimi giorni. Il limite conclusivo dell’approvazione, infatti, è fissato entro il 31 dicembre, pena il possibile crollo dell’impianto per l’abolizione delle Province.

Numerosi gli emendamenti presentati al disegno di legge che dovrebbe rifondare l’assetto istituzionale: tra i più significativi, i ritocchi alle norme che regoleranno le Città metropolitane, gli organi intermedi tra Comune e Regione che prenderanno il posto delle Province, ma solo nelle aree che abbiano i requisiti.

Stamattina, però, prima imbarazzo per il progetto di riforma: la relatrice del governo, Elena Centemero, si è ufficialmente ritirata dall’incarico, spiegando che “il ddl Delrio non è una vera riforma – ha denunciato la deputata forzista – ma un provvedimento che non abolisce le province, che stabilisce che il sindaco della città metropolitana, sia di diritto, il sindaco del capoluogo, che crea addirittura ‘province ciambella’ per i comuni che non vogliono aderire alle città metropolitane”.


Insomma, critiche a tutto tondo da parte di quella stessa parlamentare che avrebbe dovuto sostenere le ragioni del ddl di fronte ai colleghi deputati: segno che l’aria intorno al governo Letta, anche sui progetti di riforma in linea di principio più condivisi dall’arco politico, è cambiata di molto nelle ultime settimane.

Nonostante questa importante battuta d’arresto, la discussione alla Camera sul disegno di legge svuota Province è stata avviata e, a vedere il calendario di Montecitorio, dovrebbe essere conclusa i tempi abbastanza brevi da lasciare spazio alla legge di stabilità: entro una settimana, massimo dieci giorni, la Camera si dovrà pronunciare su questa tormentata abolizione delle Province.

Vai al testo del ddl Delrio arrivato alla Camera con gli emendamenti


CONDIVIDI
Articolo precedentePubblico impiego: lo stop ai contratti finisce alla Corte costituzionale
Articolo successivoCall center e “chiamate mute”, il Garante Privacy detta misure per gli operatori di telemarketing

2 COMMENTI

  1. siamo ormai alla fine di ogni diritto,la peggiore feccia Italiana ci governa
    senza governare,povero popolo sovrano.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here