Arrivano nuovi emendamenti al ddl Delrio, l’attesa riforma delle province che, questa volta, è davvero vicina a vedere la luce, anche se il tempo inizia a stringere. Il disegno di legge dovrà subire un’accelerazione entro la fine dell’anno, o molti dei presupposti su cui esso si basa potrebbero venire meno.

Intanto, la politica, forse non troppo preoccupata di queste scadenze per quanto ormai vicinissime, continua a discutere delle possibili migliorie che potranno essere apportate alla riforma istituzionale attesa da anni ma da molte parti criticata.

Così, sotto osservazione restano principalmente le Città metropolitane, gli enti che dovrebbero progressivamente prendere il posto delle Province in via di cancellazione, ma solo nelle aree territoriali dove sussistono i requisiti per la loro formazione.


Nei giorni scorsi, un emendamento prevedeva che, nei riguardi di Roma Capitale, la costituenda Città metropolitana non dovesse includere anche le municipalità limitrofe al perimetro del Comune di Roma stessa.

Ora, un altra modifica viene inserita alla Camera ed è, per certi versi, la diretta conseguenza di quanto presentato nei giorni scorsi nei riguardi del primo Comune d’Italia: firmatario, del resto, lo stesso Gianclaudio Bressa, riuscito a far approvare anche questa integrazione al ddl Delrio in via di presentazione in Aula.

Ma cosa prevede nello specifico questo nuovo emendamento? Testualmente, che la Provincia continua ad esercitare le funzioni di cui alla normativa previgente avvalendosi, previa intesa o convenzione, degli uffici e delle risorse della città metropolitana a cui spetta il patrimonio, il personale e le risorse strumentali e finanziarie ai sensi dell’articolo 10″.

Dunque, nell’arduo periodo del passaggio di consegne tra Province e Città metropolitane, viene previsto che gli enti in via di soppressione dovranno coordinarsi con gli uffici delle istituzioni da cui verranno sostituite nei centri maggiori.

Una modifica di non poco conto, che va a modificare per intero l’articolo 3 del disegno di legge, secondo la sua versione giunta in commissione. In questo modo, secondo le prime analisi dell’emendamento, le conseguenze potrebbero essere quelle di un tentativo di dissuasione per quei Comuni i quali, con gli oneri della gestione commissariale che ricadranno sugli enti che si sono espressi per restare sotto il cappello dell’amminstrazione provinciale, non gradiscono l’opzione della Città metropolitana. Insomma, ci sarà tempo fino all’entrata in vigore piena del ddl, dopodiché saranno valide le nuove disposiizoni, assai poco vantaggiose per i Comuni.

Vai al testo del ddl Delrio


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