Ora è ufficiale: domani il Senato voterà alle 19 sulla decadenza di Silvio Berlusconi, a seguito della condanna definitiva emanata dalla corte di Cassazione lo scorso primo agosto, nell’ambito del processo Mediaset. Si preannuncia, dunque, una giornata piena di tensioni a palazzo Madama, dove si trova, per un’approvazione lampo, anche la legge di stabilità 2014.

Negli ultimi giorni, poi, in una coincidenza temporale che i fedelissimi dell’ex premier hanno definito sospetta, sono arrivate le motivazioni della sentenza di primo grado nel processo Ruby, dove il leader di Forza Italia è stato condannato per concussione e prostituzione minorile.

In un primo momento, il testo delle ragioni che hanno indotto i giudici a questa nuova, scioccante sentenza nei riguardi di Berlusconi, era stato mantenuto nascosto agli occhi indiscreti dei mezzi di comunicazione. Ma poi, nell’arco di poche ore, il divieto di consultazione è sparito e, in rete, hanno iniziato a circolare i file completi con tutti i particolari dell’inchiesta. A darne pubblicazione, tra gli altri, il sito web del settimanale l’Espresso.

All’interno delle motivazioni, in centinaia di pagine, i giudici ricostruiscono le vicende che avrebbero legato l’allora presidente del Consiglio alle scorribande della minorenne marocchina, della cui età, scrivono i giudici, Berlusconi era consapevole e con la quale, nonostante ciò, avrebbe consumato rapporti sessuali.

Nelle ultime ore, poi, le motivazioni della sentenza nel processo Ruby hanno assunto un’eco fortissima soprattutto per gli scandalosi riferimenti ad alcune star dello spettacolo e non solo che avrebbero preso parte alle serate in quel di Arcore, secondo le ricostruzioni della stessa Ruby. Le personalità interessate, tra cui Belen Rodriguez e Barbara D’Urso, hanno negato con forza ogni coinvolgimento, riservandosi di agire a tutela della propria immagine.

Nelle prossime ore, comunque, tutto finirà in secondo piano per via del voto sulla decadenza di Berlusconi: a distanza di quattro mesi, dunque, è arrivato il momento, per il Senato, di esprimere il voto sul destino parlamentare dell’ex presidente del Consiglio.

Vai alle motivazioni della sentenza Ruby sul sito dell’Espresso


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