E’ il SuperInps a piangere miseria dopo l’allarme lanciato dal presidente dell’ente previdenziale Antonio Mastrapasqua, sui conti che sarebbero in deficit preoccupante dopo l’accorpamento di Inpdap ed Enpals. A questo proposito, il numero uno dell’Inps ha scritto al ministro dell’Economia Saccomanni e al titolare del Welfare Giovannini per chiedere un intervento immediato, magari, chissà, già nella legge di stabilità. Ottenendo, però, una risposta negativa.

Quel che è certo, scrive Mastrapasqua, è che bisogna ragionare in termini di bilancio unico per la previdenza nazionale, dopo la fusione dell’Inps con gli altri enti di previdenza, con tutto il loro accumulo di debiti riportati all’interno del’istituto che eroga le pensioni ai privati.

“Serve un’attenta riflessione – ha detto il numero uno Inps – stante la forte contrazione dei contributi per il blocco del turn over del pubblico impiego e il continuo aumento per le uscite istituzionali”.


Ospite al programma di approfondimento televisivo La Gabbia  di La7, il vertice Inps ha ricordato che entro tre anni, di questo passo, potrebbe venire a mancare l’ossigeno alla previdenza nazionale.

L’ultimo bilancio noto dell’istituto aveva evidenziato un disavanzo di circa 10 miliardi di euro sulla spesa previdenziale, ma il vero fardello sarebbe rappresentato dall’innesto delle prestazioni ex Inpdap, con il “continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali, a fronte di trasferimenti statali che appaiono non completamente rispondenti ai fabbisogni, soprattutto nella quota attribuita come anticipazione, innescando crescenti rischi di sotto finanziamento dei disavanzi previdenziali e di progressivo aggravamento delle passività”.

Dunque, il blocco del turnover inserito dal governo Letta nella legge di stabilità che sta per debuttare al Senato, è una delle ragioni di maggiore preoccupazione per la gestione della previdenza pubblica, ormai sotto il cappello dell’Inps sia per il settore pubblico che per quello privato.

Di diverso avviso, comunque, il ministro Saccomanni, il quale ha sottolineato come “il dato annuo è in linea con le previsioni”, dunque non sussistono ragioni di preoccupazione straordinaria come sollevato da Mastrapasqua. ““Il disavanzo ereditato dall’ex Inpdap, non deve trasformarsi in un sintomo di incertezza”, ha chiuso l’ex direttore generale di Bankitalia.

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2 COMMENTI

  1. Visto che la notizia sta già venendo usata nei discorsi da bar con frasi tipo “ecco, gli statali si mangiano le pensioni dei privati” oppure “bisgno bloccare subito il pagamento delle pensioni degli statali” forse sarebbe il caso che qualcuno spiegasse a caratteri cubitali su tutti gli organi di informazione che tutti gli statali hanno sempre versato e continueranno a farlo la loro quota di contributi previdenziali trattenuta mensilmente dalla busta paga, e che il problema del cosiddetto anticipo di cui parla Mastrapasqua è proprio dovuto al mancato versamento delle quote contributive che spettano invece direttamente alle amministrazioni di appartenenza. In pratica è lo Stato ad essere un evasore contributivo da oltre 30 anni.

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