La legge di stabilità 2014 era prevista per oggi in Senato, dopo la chiusura del termine per la presentazione degli emendamenti avvenuta sabato alle 12. Ma il cambio del calendario di palazzo Madama ha imposto alla finanziaia un’ulteriore esame in sede di commissione Bilancio, a conferma che il via libera al testo arriverà solo dopo un cammino lungo e periglioso per il governo.

L’esame in commissione a palazzo Madama ha prodotto la presentazione di migliaia di modifiche al testo inizialmente approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 15 ottobre.

Di queste ipotesi di ritocco, ben 600 sono state poste in essere dal solo gruppo parlamentare del Partito democratico, il più nutrito tra Camera e Senato che, comunque, ha voluto far sentire il proprio peso sui cambiamenti alla legge di bilancio.


Così, continua il lungo esame della legge, con le votazioni dei singoli emendamenti, in previsione di approvare una versione da girare alla Camera entro l’inizio di dicembre.

L’impresa si preannuncia assai difficile e non è improbabile che emergano delle resistenze, proprio in seno all’inedita maggioranza delle larghe intese,  per la prima volta di fronte alla legge che scandisce i termini di bilancio per i prossimi tre anni. Insomma, per la grande coalizione guidata da Enrico Letta, si tratta di un banco di prova di non poco conto, già scaldato nei giorni precedenti dalle polemiche sulla copertura alla seconda rata dell’Imu, un punto su cui il presidente del Consiglio ha annunciato di non voler transigere.

Sempre in tema casa, tra le modifiche presentate, molte riguardano la tassazione degli immobili, al fine di rendere il Trise, il nuovo tributo composto di tari più Tasi, più conveniente per i contribuenti, dopo le previsioni di stangate sia sulle fasce ora esenti, che sulle seconde abitazioni.

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1 COOMENTO

  1. Le leggi finanziarie (rectius: fetenziarie) vengono ora, per quel gusto dei cambiamenti nominali e dei peggioramenti sostanziali, che domina le classi politiche europoidi ed europiteche, chiamate “di stabilità”- Già, ma di che cosa ? del caos, della miseria, della fame, della pestilenza morale e politica, del disastro economico, dei debiti pubblici, della speculazione e dei latrocini verso i cittadini, lavoratori, pensionati, contribuenti e consumatori, tutti a basso e medio reddito ?

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