Finita la causa, il giudice emette la sentenza. Mentre si smonta il palco della contesa, le parti si leccano le ferite e gli avvocati spulciano decreti e prontuari per mettere in bella forma le parcelle nei particolari della sequenza processuale. Quando tutto pare finito, compare, anche a distanza di anni, inesorabilmente lo Stato per bussare alla porta dei contendenti per richiedere ancora il pesante balzello della spesa di registrazione della decisione.

Comincia la discussione su chi deve pagare, a chi spettava e non lo ha fatto e la partita si sposta sul fastidioso piano fiscale che per la prescrizione dei termini fa vertiginosamente crescere la richiesta con la minaccia delle sanzioni. Cerchiamo di mettere la fattispecie nel corretto percorso del mondo del diritto, tenendo conto della normativa che il legislatore ha messo a disposizione delle Istituzioni per rendere la materia trasparente, snella, efficiente ed efficace.

Il legislatore, a tal proposito ha emanato la legge 241 nel 1990 per disciplinare le attività del P.A, dettando una normativa specifica in materia dei procedimenti amministrativi con lo scopo di accelerare e snellire le azioni della pesante macchina pubblica e di non aggravare il cittadino. E’ quindi dovere di ogni Ministero o dipartimento mettere a punto un sistema di organizzazione amministrativa idonea alle finalità della normativa. Lo scopo non è solo di snellire le procedure, ma soprattutto di evitare inutili costi e sprechi di risorse in percorsi farraginosi e ad ostacoli. Cosa invece accade! L’Agenzia delle Entrate invia lo solita raccomandata al domicilio di ognuna delle parti in causa, con indirizzo separato col quale le avvisa che per la registrazione della sentenza ( X ) le imposte , sanzioni e interessi di mora, dovuti in solido da tutte le parti in causa sono stati liquidati in ( X ) euro. Allegati all’avviso vi è una scheda riportante le avvertenze, altri inutili fogli e il modello F23 in più copie, tutto per complessivi sette o più fogli.
Se l’avviso viene recapitato ad un cittadino poco esperto, o poco attento si intuiscono umori e clima, se invece capita nelle mani di un legale, si infuoca la linea telefonica, si cercano spiegazioni e alla fine si trova una modalità di accordo. Ciò in via informale, con costi e tempi a carico del cittadino, mentre la P.A che deve esigere attende il malcapitato al varco. Tutto il gravoso umore si scarica dunque sul cittadino. La prassi instaurata dall’Agenzia si riduce ad una irregolare comunicazione vessatoria inviata a ciascun soggetto interessato separatamente, con la forzatura di imporgli il pagamento, anche se non è dovuto. Se i soggetti, senza interpellarsi tra loro, pagano ognuno per proprio conto, lo Stato si arricchisce di somme non dovute. Per la restituzione i cittadini, non obbligati, sono costretti ad intraprendere le azioni di recupero che finiscono nei costosi tempi della burocrazia.


Invece la legge 241/90 fa obbligo all’Agenzia di nominare il responsabile del procedimento al quale compete di aprire il percorso con l’istruttoria e fino alla conclusione. In buona sostanza grava sull’Agenzia l’obbligo di accertare e individuare la parte o le parti tenute a pagare il balzello. Individuato il soggetto obbligato, il responsabile avvia nei suoi confronti la procedura coatta, non aggravando i soggetti non obbligati, come detta l’art.1 comma 2 della legge 241/90. Ma analizziamo la normativa di riferimento. Ai sensi dell’art.37 D.P.R n.131/1986 sono soggetti all’imposta di registro “gli atti dell’Autorità giudiziaria in materia di controversie civili che definiscono anche parzialmente il giudizio, i decreti ingiuntivi esecutivi, i provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali e le sentenze che dichiarano efficaci nello Stato sentenze straniere “. Ai sensi poi dell’art.8 comma 1,lett. B, della tariffa, parte 1, allegata al D.P.R n.131 è prevista l’applicazione dell’imposta proporzionale ( nella misura del 3%) alle sentenze recanti condanna al pagamento di somme o valori, ad altre prestazioni o alla consegna di beni di qualsiasi natura, mentre la successiva lett. D dispone l’applicazione della sola imposta in misura fissa per le sentenze “ non recanti trasferimento, condanna o accertamento di diritti a contenuto patrimoniale. L’art. 57 del D.P.R dispone che oltre ai pubblici ufficiali, che hanno redatto, ricevuto o autenticato l’atto, e ai soggetti nel cui interesse fu richiesta la registrazione, sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta le parti in causa, coloro che hanno sottoscritto o avrebbero dovuto sottoscrivere le denunce di cui agli artt. 12 e 19 e coloro che hanno richiesto i provvedimenti di cui agli artt. 633,796,800 e 825 del c.p.c.
Orbene dal combinato disposto della normativa in discorso si evince chiara la volontà del legislatore di far cadere il pagamento del balzello sui provvedimenti esecutivi, in forma solidale sulle parti in causa. Siamo quindi in presenza della sentenza che riporta anche la condanna. La solidarietà deve essere interpretata per le parti condannate, non certamente per quelle vittoriose, a meno che il Giudice non lo abbia precisato. Chi pone in esecuzione il provvedimento potrà anticipare e gravare la relativa spesa sulla parte soccombente. Negli altri casi L’agenzia attraverso il provvedimento ha l’obbligo di indicare nell’indirizzo tutte le parti in causa in ordine di capacità patrimoniale e finanziaria, avendo ormai a disposizione i dati reddituali di tutti i cittadini italiani. Cosa accade quando le parti in causa sono cittadini contro la P.A? Se soccombente è la P.A, l’Agenzia delle Entrate deve gravare il balzello sullo Stato o sul soggetto pubblico. E’ accaduto e accade invece che, secondo la errata prassi seguita, l’avviso di pagamento viene inviato anche al cittadino vittorioso. In questo caso l’Agenzia è a conoscenza che tra le parti in causa vi è lo Stato o un Ente pubblico i quali per legge sono soggetti solvibili. Vi è di più. Il concetto di solidarietà impone, per disposizione di legge, di avviare il procedimento di pretesa nei confronti di tutti i soggetti individuati, indicati tutti, in indirizzo, in ordine di responsabilità del gravame del provvedimento, per snellire il procedimento e individuare i titolari per le azioni esecutive. Il Dirigente dell’Agenzia, all’atto di avvio dell’attività è a conoscenza del provvedimento e quindi delle parti in causa. E’ opportuno dunque che lo Stato rispetti per primo le leggi emanate e vigili perché le sue Istituzioni le osservino e le applichino in modo corretto.


CONDIVIDI
Articolo precedenteContinua l’esame della legge di stabilità 2014, prova delle larghe intese
Articolo successivoPartecipate: in arrivo la revisione dei contratti di servizio per ridurre la spesa pubblica

8 COMMENTI

  1. cercavo con dovuta gentilezza se mi si può dare un consiglio: circa due anni or sono ho intentato causa ad un cittadino che con la sua autovettura mi ha tamponato mentre ero già uscito dal cortile privato, ebbene dopo due anni il giudice di pace mi ha condannato poiché la controparte aveva chiamato in causa un suo conoscente il quale ha dichiarato il falso, fin qui anche se a malincuore ho accettato la sentenza. Dopo un mese circa l’avvocato della controparte mi chiede le spese per la sentenza e mi dice anche che mi fa risparmiare le varie percentuali che gli avvocati sono soliti mettere sulle parcelle; la mia domanda nasce con un po di rabbia, è legale questa richiesta che mi è stata formulata. Se gentilmente mi sapreste dire come devo comportarmi, grazie

  2. Gentile redazione , scrivo a Voi per rappresentare un problema, «di vita» che assilla lo scrivente e i suoi parenti più stretti, sperando di avere un aiuto a divulgare certe situazioni che, anche pur non essendo eclatanti come tanti fatti di cronaca, torturano e logorano le persone che ci capitano!
    In breve…. mio padre nel lontano 1983 si fece garante insieme ad altri 10 soci di un prestito (850 milioni vecchie lire) per la ristrotturazione di una cooperativa agricola.
    Lui contadino ingenuo si fido’ di «amici» acculturati che lo convinsero a farlo.
    Dopo un paio d’anni la cooperativa in questione dichiarò fallimento e da lì il calvario che passarono mio padre e mia madre, la quale non aveva saputo niente di questo.
    La banca creditrice si rivalse sui garanti dapprima con la richiesta di rimborso poi con le varie modalità di legge.
    Nel 1993, mi racconta mia madre, la prima lettera degli avvocati della banca che citavano in giudizio mio padre e i soci.
    Dramma famigliare non indifferente dato il non aver mai avuto a che fare con la legge.
    Tribunali, mio padre s’ammalò di cuore, ( stressato da questa situazione), non disse a noi figli niente perchè credeva di risolvere.
    Purtroppo la malattia cardiaca, anche se operato, l’ha portato alla morte nel 2005.
    E qui subentra lo scrivente e i miei fratelli che come eredi (normativa assurda) vengono tirati in ballo dai tribunali a risarcire quello che il genitore ha fatto da vivo!!!
    ( SCUSATE L’ESEMPIO ECLATANTE MA CI SI SENTE COME SE UNO HA AMMAZZATO UNA PERSONA E UN’INNOCENTE PAGA).
    Per non dilungarmi troppo, prima sentenza nel 2007 causa vinta, ma la banca creditrice fà appello.
    Seconda sentenza d’appello nel Novembre 2014 invece, ribalta il primo grado e condanna a risarcire la somma, aggravata dagli interessi di una ventina d’anni, a cifre stratosferiche!!
    Vi lascio immaginare la
    «TORTURA» MORALE E FISICA QUOTIDIANA CHE STIAMO PASSANDO!!!
    Intanto dei vecchi 11 soci imputati, ben 5, compreso mio padre son deceduti e come noi altri eredi stan ansimando di tale situazione!
    Il colpo più recente è stato il vedersi arrivare una lettera dall’ Agenzia delle entrate, dove si chiede le spese di registrazione dell’appello nella somma di 55.000 e rotti!!!!!! (allego copia)
    Tale somma che dovrebbe essere versata da tutti i membri sia soci vivi che eredi di quei defunti, in un’unica soluzione a 60 giorni dalla notifica.
    COME GETTARE BENZINA SUL FUOCO, LA CARTELLA E’ ARRIVATA A TUTTI CON LA STESSA SOMMA.
    CIOE’ SE UNO O ALTRI NON PAGANO I RESTANTI DEVONO VERSARE IL RESTO!!!!! ASSURDO!!!!!!!!!
    Siamo nella disperazione più totale!! Il nostro pensiero quotidiano è sempre quello!! ci stà rendendo la vita impossibile!!
    mia madre piange sempre perchè si sente in colpa di aver lasciato ai figli =innocenti= tale situazione!!
    Per questo chiedo alla Vostra spett/le……. di intervenire rendendo pubblica questa situazione che certamente interesserà tante altre persone nelle medesime condizioni.

    Aspetto comunicazioni a riguardo.

    Surbo (Le) li 13/10/2015

    Giovanni Pugliese Via G.Pastore 39
    73010 Surbo (Le)
    email giannipugliese57@yahoo.it
    cell 3312482913

  3. Poichè è prassi che l’Ag. richieda l’imposta ad una sola persona, in genere l’attore, a prescindere dall’esito della causa mentre nell’articolo vengono affermati due concetti:
    – la solidarietà deve essere interpretata per le parti condannate, non certamente per quelle vittoriose, a meno che il Giudice non lo abbia precisato.
    – Il concetto di solidarietà impone, per disposizione di legge, di avviare il procedimento di pretesa nei confronti di tutti i soggetti individuati..”,

    è possibile conoscere a quali specifiche disposizioni di legge si attribuisce l’interpretazione che la solidarietà sia riservata a tutte le sole parti “condannate”?

  4. in base ad una sentenza civile del giudice di pace, mi è giunta la notifica di mancata registrazione atto giudice di pace di 200,00 €, più 17,50 € di interessi di mora. Alla richiesta di spiegazioni, dopo una faticosa ricerca di contatto col mio avvocato la risposta è stata, “di non rompere le scatole”. A parte l’encomiabile esempio di etica professionale, cosa devo fare ?. Posso dimostrare di aver pagato puntualmente e completamente la parcella richiesta.

  5. a me una persona mi ha fatto causa e il giudice di pace a detto nella sentenza che non aveva fondamento la richiesta di quella persona .adesso ,a distanza di 3 anni l AGENZIA DELLE ENTRATE mi chiede di pagare 2ooe .La cosa mi sembra ingiusta e o fatto ricorso e mi hanno risposto e in pratica tutte due parti devono pagare l imposta di registro ma rimango del parere che se devo pagare anche quando ho gia dovuto pagare un avvocato che mi ha rappresentato e troppo

  6. RAPPRESENTO 30 CITTADINI CHE NEL 2006 HANNO INTENTATO CAUSA CONTRO MINISTERO, ENAC,SOCIETA’ GESTIONE AEROPORTUALE VINTA CON CONDANNA ALLE CONTROPARTI AL RICONOSCIMENTO DEI DANNI INIZIALMENTE DEFINITI IN CIRCA 750.000,00 €.
    LO SCORSO MESE 6 DI NOI CITTADINI HANNO RICEVUTO IL BALZELLO DELLA REGISTRAZIONE DEGLI ATTI CONSISTENTE IN CIRCA € 26000,00 CIASCUNO.
    CHIESTO DELUCIDAZIONI ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE CHE HA EMESSO IL DOCUMENTO SCOPRIAMO: 1) LORO NON SONO TENUTI AD INFORMARE TUTTI MA POICHE TUTTI SONO IN SOLIDO OBBLIGATI STAVA AI SINGOLI PROVVEDERE ALLA COMUNICAZIONE. 2) LE CONTROPARTI CHE HANNO PERSO LA CAUSA NON ERANO STATE INFORMATE E AVREBBERO PROVVEDUTO DOPO LE MIE RIMOSTRANZE. 3) POICHE ERAVAMO OBBLIGATI IN SOLIDO DOVEVAMO UNO DI NOI DOVEVA PAGARE L’INTERO IMPORTO PENA L’APPLICAZIONE DELLE IMPOSTE DOVUTE SE PAGATO DOPO I 60 GIORNI.
    NEL FRATTEMPO LA CORTE D’aPPELLO CON UNA SENTENZA (TUTTA DISCUTIBILE)MA SICURAMENTE “POLITICA”HA ANNULLATO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO.NONOSTANTE I DOCUMENTI PRESENTATI ALL’AGENZIA PER SOSPENDERE L’ADDEBITO SIAMO STATI COSTRETTI A PAGARE IL BALZELLO SALVO POI PRESENTARE DOMANDA PER LA RESTITUZIONE DI QUANTO ILLEGALMENTE PERCEPITO. OLTRE IL DANNO LA BEFFA.

  7. Per Sara.Il balzello della registrazione è a tassa fissa nella misura del 3% sull’importo definitivo. La parte che chiede la registrazione per l’esecuzione, anticipa la spesa e la recupera dalla parte soccombente. L’Agenzia quindi ha chiesto le spese a chi ne ha promosso la registrazione, in misura fissa, elevata del 30% oltre mora se pagata dopo 60 giorni dalla notifica. Vanno controllate le date. L’avvocato all’atto della definizione con la controparte doveva richiedere anche le spese di registrazione del provvedimento.

  8. Per un credito insoluto di euro 5000,00, l’avvocato ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. La parte ( 3 soggetti) non ricorre ed è tenuta anche al pagamento delle spese legali ( circa 600,00). Mi arriva dall’Agenzia delle Entrate l’ F23 con importo da pagare per euro 500,00 per la registrazione sentenza. L’importo mi sembra elevato, chiedo spiegazioni al call center dell’Agenzia delle Entrate che mi riferisce che l’importo da pagare dovrebbe essere del 3% del valore dell’atto ma mi invitano a rivolgermi alla Agenzia delle Entrate che ha emesso l’atto. L’Agenzia Locale mi fa capire che il conteggio dell’imposta è a discrezione e che siccome nel decreto ingiuntivo ne era citato un altro che a sua volta faceva riferimento a una fideiussione ( ma erano citate solo per notizia) mi dovevo ritenere fortunata perché il conto poteva essere assai più alto . Ho poi saputo anche da altri che i conteggi sono arbitrari . L’avvocato ha recupero l’importo dalla controparte consigliandomi di lasciar perdere.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here