Imu abolita? Neanche per idea. Al momento, la cancellazione definitiva della tassa è davvero un miraggio, nonostante il decreto 102/2013 approvato di recente in Parlamento abbia disposto l’eliminazione della prima rata e l’impegno del governo a far scomparire del tutto l’imposta sugli immobili.

A lanciare il grido d’allarme, nientemeno che il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, il quale, nel pieno dell’esame parlamentare della legge di stabilità 2014, ha reso nota la difficoltà a trovare le coperture per togliere l’incombenza del pagamento dai contribuenti italiani che, per le prime case, speravano di essersi risparmiati l’onere.

“Il reperimento delle risorse non è facile – ha detto il ministro – si tratta di trovare un consenso politico se si vuole intervenire in un modo piuttosto che in un altro”. La consapevolezza, dunque, è quella di un tema assai delicato, su cui già in passato si sono consumati strappi in maggioranza: un rischio da non correre con la norma finanziaria sui conti dello Stato in attesa di ricevere l’ok definitivo dalle Camere entro fine anno.


Eppure, una soluzione per la seconda rata Imu va il governo ne è consapevole. Nel complesso, per eliminare del tutto la tassa nel 2013 servirebbero 2,5 miliardi di euro che, al momento, l’esecutivo non sa proprio dove pescare. E la beffa, per i possessori di prima casa, edifici rurali e terreni attigui, potrebbe essere atroce: non solo un pagamento imprevisto a ridosso delle festività natalizie – la scadenza prefissata per i versamenti è infatti il 16 dicembre – ma anche possibili rincari in quelle località dove le amministrazioni comunali abbiano optato per l’innalzamento dell’aliquota.

Ciò potrebbe accadere a causa di una complicata definizione del pagamento da richiedere, basato sulla completa assenza delle delibere relative e dunque da legare alle quote del 2012: insomma, la seconda metà di esborso andrebbe commisurata a quella dello scorso anno, con l’applicazione però, laddove i sindaci lo abbiano disposto, di un’aliquota più salata.

Nel frattempo, gli incassi dell’Imu per l’anno in corso fanno segnare un saldo positivo, con incrementi certificati dal Ministero dell’Economia pari al 31,5%, per incassi complessivi di 7,65 miliardi, quasi due in più rispetto ai primi 9 mesi del 2012.

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