Spesometro 2013, siamo agli ultimi giorni per le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate. Il calendario fiscale batte infatti i rintocchi delle due settimane: il 12 novembre è in programma la prima scadenza sull’informativa da girare all’erario.

Siamo alla nuova versione dello spesometro: inaugurato durante i mesi del rigore imposto dalle politiche di austerity, ora il modello per la comunicazione dei costi sostenuti si aggiorna nella nuova versione “polivalente”, che propone due modalità a cui i contribuenti possono ricorrere per fornire alle Entrate le proprie informazioni.

Da quest’anno, in aggiunta, sarà sufficiente l’esistenza di una fattura che documenti l’avvenuta transazione per fare rientrare quest’ultima nel novero di operazioni da segnalare all’ente diretto da Attilio Befera. Dunque, sparisce la soglia dei 3mila euro netti al di sotto dei quali le comunicazioni potevano essere evitate, limite che resta valido per tutte quelle operazioni svolte senza obbligo per legge di fattura, le quali andranno inserite tra le voci dello spesometro se e solo se superiori ai 3600 euro lordi.


Sono due le scadenze che il fisco ha fissato per i contribuenti: il prossimo 12 novembre per coloro che liquidano l’Iva ogni 30 giorni, e quella del 21 per quelli che, invece, prediligono la soluzione trimestrale. Quindi, due sono anche le possibili vie per diramare le proprie informazioni alle Entrate secondo el direttive dello spesometro.

In primo luogo, si avrà una modalità di compilazione definita “analitica”, che stabilisce per ciascun fornitore o cliente l’indicazione di ogni singola fattura rilasciata, con messa in rilievo delle singole operazioni effettuate, che dovranno essere comprensive del numero di fattura, data di emissione, corrispettivo Iva al netto e relative note.

La seconda via che i contribuenti soggetti allo spesometro possono scegliere è quella della compilazione aggregata, con messa in evidenza degli importi collegati al ruolo di clienti e fornitori nella transazione realizzata, di cui si viene data notizia all’Agenzia delle Entrate.

In linea di massima, gli esperti ritengono che le partite Iva autonome nella gestione delle fatture e nella compilazione del modello relativo allo spesometro, dovrebbero preferire la prima modalità, mentre chi non ha un proprio database da cui poter attingere dovrebbe optare per la compilazione aggregata.

A questo proposito, rimandiamo agli approfondimenti della blogger Matilde Fiammelli sulle ultime novità relative allo spesometro 2013

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