I crediti d’imposta che si assottigliano colpiscono in maniera quasi indiscriminata. E’ impietoso il piano di riduzione dei rimborsi fiscali che la legge di stabilità 2014 ha in programma per i mesi a venire. Cultura, camionisti, piccole e medie imprese, ricerca: nessuno sembra esente da questa decurtazione decisa dallo Stato a proprio favore.

La legge di stabilità 2014, benché non introduca nuove tasse e consenta al presidente del Consiglio Enrico Letta di promuoverla come “la prima che non alza le tasse” in questa fase economica delicatissima, in realtà ha tra le pieghe del proprio testo una serie lunghissima di crediti impositivi che si vedono sensibilmente ridotti nella loro futura entità.

La previsione della legge di bilancio riguarda ben 18 categorie soggette alla normativa del rimborso fiscale, che vedranno restringersi, a partire già dal prossimo gennaio, le quote spettanti per anticipi oltre il dovuto o simili condizioni di eccedenza contributiva.


Beninteso, la riduzione sarà in minima parte e non potrà in ogni caso andare al di sotto dell’85% di quanto dovuto a enti e cittadini che vantano il diritto di accedere al credito d’imposta, ma certamente mette bene in evidenza uno dei capitoli utilizzati dal governo per ridurre al minimo il rischio di trovarsi scoperto, di fronte agli esborsi previsti, i particolare per la riduzione del cuneo fiscale e le deduzioni Irap per i nuovi assunti. In ogni caso, le quote esatte cui ciascuna fascia dovrà rinunciare si conosceranno solo a gennaio, quando verrà emanato il Dpcm collegato.

Dunque, vediamo in successione le 18 categorie che si vedranno intaccato il margine di credito d’imposta a partire dal 2014 per effetto della legge di stabilità:

Agricoltura: imprese artigiane nel mezzogiorno, il settore agricolo nelle aree svantagiate, gli investimenti in agricoltura,

Imprese: le imprese editoriali, le pmi per la ricerca scientifica, l’acquisto di beni strumentali, le nuove iniziative imprenditoriali, le imprese nel’occupazione delle professioni marittime, reti di teleriscaldamento.

Cultura e ricerca: sale cinematografiche, imposte per cessione di opere o beni culturali, l’offerta online di opere intellettuali, imprese che sostengono progetti di ricerca presso enti pubblici o università, costi per produrre o digitalizzare le registrazioni musicali (audio e video), l’erogazione di borse di studio a studenti universitari.

Trasporti: licenza taxi-noleggio con conducente, gasolio per autotrazione dei camionisti, acquisto di veicoli a metano o Gpl, o per la loro installazione su veicoli ad altro carburante.

Vai al testo della legge di stabilità 2014

Vai alla legge di stabilità 2014 punto per punto

Vai allo speciale legge di stabilità


CONDIVIDI
Articolo precedenteEsodati, la legge di stabilità 2014 ne salva altri 6mila: ecco chi sono
Articolo successivoLegge di stabilità 2014, Letta in Senato. Diretta streaming

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here