La sezione decima civile del Tribunale di Milano ha emesso una sentenza (8081/13) con la quale condanna il MIUR a risarcire 10.000 euro per danni morali ad un adolescente vittima di episodi di bullismo avvenuti durante l’orario scolastico. L’intera notizia è riportata su Il Sole 24 ore (Diritto).

Questo fenomeno di prevaricazione e disagio tocca fino a un bambino su tre. Il problema riguarda in particolare bambini e adolescenti nelle fasce di età comprese tra i 7-8 anni e i 14-16 anni, ossia scuole elementari e gli anni a cavallo tra le scuole medie inferiori e superiori, giovani ragazzi in età pre-adolescenziale ed adolescenziale.

La sentenza del Tribunale di Milano ha allargato il concetto di culpa in vigilando rendendo insufficiente anche lo stesso principio della prevenzione: “i precettori e coloro che insegnano un mestiere od una arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi ed apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza” (art. 2048 c.c. II co. del Codice Civile)


Là dove poi si tratti di docenti di una scuola pubblica, la responsabilità si estende alla pubblica amministrazione in virtù del principio organico ai sensi dell’art.28 della Costituzione che da una parte il principio della responsabilità in proprio dei pubblici dipendenti che agiscono quali organi della pubblica amministrazione, dall’altra la responsabilità della stessa pubblica amministrazione per gli atti illeciti da loro commessi e che ha natura diretta in virtù del cosiddetto rapporto organico che immedesima l’attività degli organi con quella dell’ente pubblico (cfr, tra altre, Cass. Sez. Un. 9.4.1973 n. 997).

E alla famiglia dell’aggressore cos’è successo? Sì, perché se è presente la culpa in vigilando, è altrettanto vera la culpa in educando, che non è a carico della Scuola.

Di quali valori si nutre il ‘bullo’? Li apprende soltanto a Scuola?

Forse anche di questo avrebbe dovuto ragionare il Tribunale di Milano.


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4 COMMENTI

  1. Per Santo. La responsabilità in vigilando è una fattispecie che impegna il docente durante tutto il periodo dell’orario scolastico e quindi quando gli alunni vanno al bagno o s’intrattengono nei corridoi. Per effetto della sentenza il docente risponderà della culpa in vigilando anche in questi casi. Il problema vero è il danno che viene risarcito dallo Stato e quindi posto a carico della collettività da Palermo a Milano. Invece la polizza impegna solo le famiglie degli alunni che frequentano quel plesso scolastico. Per quanto riguarda la magistratura, sono d’accordo quando fa il suo dovere in modo generale, ma è anche il caso di applicare il principio della responsabilità anche nei loro confronti. Per colpa degli errori della magistratura italiana lo Stato per ingiusti processi ha già sborsato oltre un milione di euro ed è stato condannato dall’Europa per oltre 500.000,00 euro. E gli errori continuano. Questo danno viene pagato indirettamente da tutti i cittadini italiani. Non è il caso che il principio del licenziamento o del trasferimento venga applicato anche nei confronti dei magistrati che hanno provocato e provocano indisturbati danni alla collettività?

  2. polizza fideiussoria generale?? Costo a carico delle famiglie?? Per una volta che la magistratura non fa da sponda ai veri padroni di questo paese(i rompiscatole) si trova comunque qualcuno disposto a far confusione.
    La scuola deve solo applicare puntualmente il codice disciplinare e licenziare i docenti col “torcicollo”, stando alla larga dalle assicurazioni, anche in ottemperanza alla norma che vieta alle Pubbliche Amministrazioni di assicurare il personale per “colpa grave”.

  3. Come al solito la Giustizia italiana vede la responsabilità del docente, ma non quella dei genitori. Cosa accadrà ? Il docente per effetto della sentenza dovrà anche essere sottoposto ad un provvedimento disciplinare e pagare le conseguenze della sua disattenzione, mentre vengono lasciati impuniti i genitori degli autori di bullismo. La Scuola dunque dovrà correre ai ripari; in che modo? Per queste situazioni dovrà pensare a stipulare una polizza fideiussoria generale,il cui costo sarà caricato su tutte le famiglie, ma intanto il risarcimento di euro 10.000,00 potrà essere richiesto ai genitori degli autori del danno. Gli effetti della disastrosa giustizia si ripercuotono, come al solito, a diverso titolo sulla società.

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